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Rivoluzione Biotin

Le avvisaglie del cambiamento c´erano tutte, e in un precedente numero del Bollettino ("Biocidi a confronto", nel nº6 dell´Aprile 2006), vi avevamo accennato alle prime limitazioni nell´utilizzo dei prodotti a base stagno in campo navale (Gazzetta Ufficiale nº111 del 15 Maggio 2003), che ci avevano spinto allo studio comparativo di nuove molecole biocide.

Con il 1º Settembre di quest´anno sono cessate le produzioni di questa classe, molto efficiente, di biocidi, con il conseguente pensionamento di nomi noti come Biotin N (Metatin N5810/101/Rocima 110), e Biotin S.


Vogliamo sottolineare che questa uscita di scena è dovuta esclusivamente a problemi di tipo ecologico: troppo duraturi i complessi organometallici costituenti i principi attivi, e quindi difficilmente biodegradabili.

Come per illustri predecessori (vedi DDT), la loro efficienza è stata la causa della loro stessa morte. Del resto il loro successo era legato proprio alla loro durata, che garantiva un risultato anche anni dopo l´applicazione.


I principi attivi alternativi, di minor impatto ambientale, rischiano però di impartire protezioni di minor durata ed efficienza, ed è stata questa la motivazione alla base del già citato studio svolto al Teatro Romano di Trieste in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Friuli-Venezia Giulia.

Da questo studio è emerso, per la sua resistenza agli agenti atmosferici, e in particolare al dilavamento, un prodotto denominato Biotin R, solubile in solventi e poco solubile in acqua.


Biotin R

Componenti di questo nuovo formulato sono due molecole, l´IPBC (iodiopropinilbutilcarbammato) e l´OIT (n-ottil-isotiazolinone), entrambe con una bassa solubilità in acqua (156 ppm e 480 ppm rispettivamente).

La prima (IPBC) è una vecchia conoscenza, dato che era uno dei principi attivi del Biotin S e di molti altri biocidi, quindi con un più che decennale stato di servizio.

La seconda (OIT) è il vero e proprio sostituto del composto a base stagno, e con il suo alto potere battericida/antifungino integra l´effetto dell´IPBC, completando così lo spettro d´azione.

Biotin R è quindi un concentrato che va diluito in solvente dal 3 al 5% a seconda dell´intensità dell´attacco e dal rischio dilavamento. Risulta diluibile nella maggior parte dei solventi organici (es. Acetone, aromatici, White Spirit).

La sua bassa solubilità in acqua fa sì che il Biotin R si dimostri particolarmente utile per le applicazioni in esterno, dove le opere sono soggette agli agenti atmosferici, ed in interno, per manufatti sensibili all´acqua, come supporti lapidei o affreschi contenenti sali solubili che potrebbero affiorare a seguito di trattamenti acquosi, oppure per la disinfestazione del fronte e retro di dipinti su tela, materiali lignei.

Nel caso di manufatti esposti all´esterno, la resistenza può essere incrementata facendo seguire al trattamento con Biotin R uno con un idrorepellente silossanico come il Silo 111.

Si può procedere anche all´applicazione dei due prodotti in una sola fase diluendo il Biotin R (sempre al 3 - 5% in peso) direttamente nel Silo 111.

 
Biotin T

Sul fronte dei biocidi idrodisperdibili il noto Biotin N (Metatin N 5810/101/Rocima 110), verrà invece sostituito da questo formulato (Biotin T), con ampio spettro di attività.

La sua azione è risultante dalla miscela di n-ottil-isotiazolinone (OIT) e di un Sale di Ammonio Quaternario. Per la presenza di quest´ultimo principio attivo (lo stesso del Biotin N), che è un tensioattivo cationico, deve essere evitata la miscelazione con tensioattivi anionici e acque troppo dure.

Biotin T è un concentrato e deve essere diluito in acqua tra l´1% ed il 3% a seconda della tipologia delle superfici e dalla natura dei biodeteriogeni. E´ diluibile anche con alcoli e aromatici, ma non in acetone, idrocarburi alifatici e idrocarburi clorurati.


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Ricordiamo infine anche un´altra alternativa sempre valida nel caso che le superfici non siano soggette al dilavamento, ovvero l´idrossiamminoetanolo (TX 174). Questo prodotto è stato uno dei prodotti testati nella Necropoli Vaticana dalla Dottoressa Giovanna Pressi dell´Istituto Ricerche Biotecnologiche (I.R.B.) e dal Dottor Silvano Secondin della R&C Scientifica. L´idrossiamminoetanolo presentava il miglior effetto contro gli attinomiceti e le alghe, anche se il suo effetto pressochè nullo sui funghi rendeva necessaria l´applicazione di un secondo principio attivo (Metatin/Biotin)

 
Per saperne di più

"Biocidi a confronto" Bollettino C.T.S. nº6 (Aprile 2006)

L.Borgioli, A.De Comelli, G.Pressi, "Indagini microbiologiche per la verifica dell'efficacia di alcuni biocidi esenti da metalli pesanti" Progetto Restauro nº38 (Primavera 2006).

Gabrielli N.; Zander P.; "La Necròpolis de San Pedro" R&R 60

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