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49.3_ Nuovi prodotti: Funori multimateriale

Nel precedente Bollettino CTS abbiamo introdotto il funori e il suo estratto purificato funorano, che viene proposto in soluzione acquosa allo 0,5% con il nome Funoran Solution
Sono state menzionate le applicazioni per il consolidamento di carta infragilita e tele depolimerizzate, e come fissativo per strati pittorici opachi decoesi o con tendenza a spolverare.
Ora vogliamo brevemente descrivere due interventi che riteniamo interessanti per l’utilizzo di questo consolidante naturale su opere d’arte moderne costituite da varie tipologie di materiali, anche sintetici.
Il primo lavoro, presentato al Congresso IGIIC “Lo Stato dell’Arte” di Trento [1], prevedeva il consolidamento di un’opera di Burri, “Nero bianco nero”, del 1955, conservato alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Data la complessità dell’opera (supporto in tela, stoffe di vario tipo tra cui velluto e seta, cellophane e PVC, pittura e resina vinilica….), il primario requisito per il consolidante era quello del minimo impatto cromatico a partire dall’indice di rifrazione.
Naturalmente il consolidamento doveva essere preceduto dalla fase di pulitura, effettuata sia a secco, su aree particolarmente sensibili all’acqua, sia tramite soluzioni chelanti e tensioattive, sfruttando in alcuni casi proprio le proprietà tensioattive del funori. Il funori stesso è stato poi utilizzato come consolidante di alcune tipologie di tessuti e degli strati pittorici neri opachi costituiti da Vinavil, nero d’ossa, carbonato di calcio e solfato di bario.
L’altro caso [2] riguarda il restauro effettuato presso il Centro di Restauro e Conservazione della Venaria Reale, in collaborazione con l’Università di Torino, dell’enorme tela di Pinot Gallizio “La notte barbara”, del 1962. L’opera può a ben ragione essere definita una “tecnica mista moderna”, dato che la preparazione è di litopone legato con PVAc (polivinilacetato), lo stesso PVAc come medium pittorico, su cui è sovrapposto un fissativo di PVC (polivinilcloruro), ed infine PVC pigmentato dato a velatura. Per il consolidamento e la riadesione delle scaglie di colore i restauratori della Venaria, guidati da Antonio Rava, hanno testato vari consolidanti, ponendosi come obiettivo un materiale senza solventi, sufficientemente elastico da permettere l’arrotolamento della tela, lunga quasi 10 metri, e soprattutto che non alterasse l’aspetto opaco della superficie pittorica. Il funori rispondeva a tutti i requisiti, ed è stato applicato dalla soluzione mantenuta in bagnomaria a 70°C, applicando poi un sottovuoto.
 
Infine, vogliamo menzionare due casi in cui il funori è stato utilizzato come legante di pigmenti in polvere per effettuare un ritocco completamente opaco. Uno è stato eseguito nei laboratori della Venaria Reale su un cartone preparatorio a tecnica mista, L’Impero, del 1936-38, per le pitture murali realizzate da Sironi nella Casa Madre dei Mutilati di Piazza Adriana a Roma [3], l’altro sulle policromie del sarcofago di Butehamon, (1076-722 B.C.), conservato al Museo Egizio di Torino [4].
 
Per saperne di più....
1. Paola Carnazza, Serena Francone, Nausicaa Sangiorgi, Domenico Poggi; “Nero bianco nero di Alberto Burri: studio e progettazione dell’intervento su un’opera d’arte contemporanea polimaterica”, XVI Congresso Nazionale IGIIC, Lo Stato dell’Arte – Trento, 25-27 ottobre 2018, 139-146.
2. Alessandra Bassi, Virginia Bertone, Paolo Gili, Antonio Rava; “Lo studio e il restauro di una grande tela e le innovative ricerche per l’arrotolamento. La “Notte barbara” di Pinot Gallizio”, Kermes 98, 2015.
3. Francesca Bianco et al.; “Intervento conservativo de L’Impero (1936-38) di Mario Sironi”, Kermes 98, 2015.
4. Prestipino G., Santamaria U., Morresi F., Amenta A., Greco C., “Sperimentazione di adesivi e consolidanti per il restauro di manufatti lignei policromi egizi”, Atti del XIII Congresso Nazionale IGIIC, Torino, 2015, 261-270.
5. Lalli C.G., Kron Morelli P., Brogi A., Baudone F., Tosini I.; “Funori, adesivo naturale per pitture murali e materiali cartacei”, Linea Grafica Editrice, 2016
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