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45.2_ Ci Sono Anch’io: Impacchi: seppiolite o Arbocel?

Quando si presenta il problema di desalinizzare una pittura murale, un intonaco o una muratura, dobbiamo individuare la tipologia di sali presenti, tramite una corretta diagnostica, per poter procedere alle due scelte successive:
  1. scegliere la soluzione da applicare (che può essere anche la sola acqua demineralizzata, o una soluzione di carbonato d’ammonio in presenza di solfati, o altro ancora);
  2. scegliere il miglior materiale per supportare l’impacco.
In uno studio svolto dal Politecnico di Milano [1], cui si rimanda per il dettaglio delle analisi, che qui vengono solo riassunte, due tipologie di impacco sono state applicate su vari tipi di superfici, con differenti risultati.
Condizioni operative
  • Tipo di impacco: seppiolite + 55% di acqua e polpa di cellulosa + 22,5% di acqua
  • Tempo di contatto: ad asciugatura (20 giorni)
  • Numero di impacchi: 2, con analisi effettuate sia dopo il primo che dopo il secondo
Nella tabella sottostante si riportano le % dei sali determinate nelle aree campione, prima e dopo il trattamento desalinizzante.

Tipo di superficie Tipo di sali (quantità) % di sale prima dell’ impacco % di sale dopo impacco con seppiolite % di sale dopo impacco con polpa di carta % di abbattimento con seppiolite % di abbattimento con polpa di carta
Intonaco grezzo Magnesio (elevata) 17,4 11,2 13,7 36 41
Intonaco con strato pittorico Solfati (elevata) 13,8 7,9 4,3 43 46
Finitura a finto marmorino in stucco lucido Magnesio, solfati e nitrati (elevata) 23,5 10,1 10,2 51 49
Magnesio e nitrati (elevata) 14,0 8,5 5,5
Magnesio e nitrati (elevata) 13,6 5,9 5,9
      
Possiamo concludere che con queste condizioni operative e queste tipologie di sali, la seppiolite opera con maggior efficacia sul marmorino, mentre negli altri due casi è la polpa di carta che risulta più efficiente.

In un successivo approfondimento sono state valutate le % di assorbimento dei soli anioni, ossia la componente che può creare i maggiori problemi.
Tipo di superficie Tipo di sali superficiali (quantità) % di abbattimento con seppiolite % di abbattimento con polpa di carta
Intonaco grezzo Solfati 116 29
Intonaco con strato pittorico Solfati (elevata) 17 20
Finitura a finto marmorino in stucco lucido Solfati e nitrati (elevata) 298 61

Trattandosi di valori %, come è possibile ottenere dei valori superiori a 100? Questo è dovuto ad una quantità di sale estratta superiore a quella determinata sulla superficie prima dell’impacco. In altre parole in due casi l’impacco con seppiolite va ad estrarre anche dei sali presenti sotto la superficie, e nel caso del marmorino, anche in quantità considerevoli.

Un secondo studio del CNR-ICVBC [2] ha messo a confronto un prodotto pronto all’uso con una miscela di seppiolite e polpa di cellulosa.

Condizioni operative
  • Tipo di impacco: Westox Cocoon e miscela seppiolite e polpa di cellulosa (Arbocel 1000) in rapporto 1:1, additivati con acqua demineralizzata.
  • Tempo di contatto: ad asciugatura (20-30 giorni)
  • Numero di impacchi: 2, con analisi effettuate sia dopo il primo che dopo il secondo
Nella tabella si riassume i risultati delle determinazioni dei sali prima e dopo gli impacchi.

Tipo di superficie Riduzione % dopo la 1° applicazione Riduzione % dopo la 2° applicazione
Westox Cocoon Seppiolite + Arbocel Westox Cocoon Seppiolite + Arbocel
Mattoni a vista 10,3 12,2 67,0 67,6
Mattoni coperti da intonaco a marmorino 30,6 -2,3 64,8 73,6
 
Anche questo studio conferma quanto da tempo osservato sia su cantiere che in studi diagnostici: il primo impacco mette in movimento i sali e li richiama verso la superficie (e così a volte si peggiora la situazione); nel caso dell’impacco Seppiolite/Arbocel dopo il primo impacco si ha addirittura una riduzione negativa, ovvero ci sono più sali di prima.
Solo l’applicazione di un secondo impacco porta ad una efficace rimozione dei sali.
E infatti le due tipologie di impacchi si livellano al 2° passaggio attorno a riduzioni del 68%.
Una ulteriore valutazione per una scelta corretta va sempre fatta in base alla semplicità di rimozione del materiale dell’impacco: la seppiolite presenta maggior difficoltà nel caso di superfici molto porose o in cui sono presenti microcavillature. Infatti le particelle, più fini rispetto alle fibre della cellulosa, possono rimanere intrappolate e richiedere un intervento più accurato per la loro eliminazione. In questi casi può diventare necessaria l’interposizione di una carta giapponese, con l’ulteriore aumento dei tempi e dei costi.
Ancora una volta possiamo concludere che non esiste il materiale perfetto, ma che dobbiamo sempre effettuare una valutazione corretta sia del materiale da rimuovere, che del supporto su cui andiamo ad operare: ecco che una semplice misura dei sali può aiutarci a risparmiare tempo e denaro, e a ottimizzare il risultato.

Bibliografia
1. Valentini M., Negrotti R., Braggio R., Bramante S., Vicentini R., “Efficacia di due materiali per impacco nella rimozione dei sali solubili dalle superfici murarie”, VII Congresso Nazionale IGIIC “Lo stato dell’arte 7”, Napoli, 8-10 ottobre 2009.
2. Tiano P., Matteini M., Cianchetti R, Schonhaut G.; “Prove di rimozione di sali solubili a mezzo impacchi estrattivi da materiali porosi”, VI Congresso Nazionale IGIIC “Lo stato dell’arte 6”, Spoleto, 2-4 ottobre 2008.
Posted in: Bulletin
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