La REGISTRAZIONE serve esclusivamente per effettuare ORDINI ON-LINE in ITALIA / The REGISTRATION is used exclusively for ON-LINE ORDERS in ITALY (reserved only to ITALIAN customers)
VACANZE ESTIVE: I nostri uffici rimarranno chiusi dal 6 agosto 2022 al 21 agosto 2022 entrambi compresi. / SUMMER HOLIDAYS: Our offices will be closed from 6th August 2022 to 21st August 2022 both inclusive.

52.2 Ci sono anch'io: SILO 111 e BIOTIN R, l'accoppiata vincente

L’efficacia e la durata del silossano Silo 111 sono state ormai accertate da numerosi studi scientifici, ed esperienze su campo (vedi gli articoli del Bollettino 35.1 e 50.1)
Analogo discorso per quanto riguarda il Biotin R, la cui efficacia e durata risultano superiori a quelle di tutti i suoi concorrenti.
Ricordiamo che i componenti di questo formulato sono due molecole, l’IPBC (iodiopropinilbutilcarbammato) e l’OIT (ottilisotiazolinone), entrambe con una bassa solubilità in acqua (156 ppm e 480 ppm rispettivamente).
Quello che forse è meno noto è l’azione protettiva ottenibile dalla miscela dei due prodotti.
Abbiamo più volte menzionato l’utilizzo del Bio Estel New, formulazione a base di silicato d’etile e un cocktail di principi attivi, quale ottimale soluzione per impartire ai manufatti lapidei una elevata protezione dall’attacco di microrganismi. Non solo il Bio Estel New è stato applicato su innumerevoli monumenti italiani ed europei, ma recentemente è stato approvato per i trattamenti sui Moai della lontana Isola di Pasqua (Bollettino 34.1). È vero però che non su tutte le opere è necessario intervenire con una fase di consolidamento utilizzando il silicato d’etile. Può essere preferibile limitarsi all’applicazione di un protettivo idrorepellente silossanico, che è comunque soggetto esso stesso alla colonizzazione batterica.
Ecco allora una possibile soluzione: l’aggiunta del 5% di Biotin R al Silo 111. In questo modo si ottiene un effetto sinergico, con il principio attivo che impedisce lo sviluppo di batteri sul silossano, e l’azione idrorepellente del silossano, che contrasta ulteriormente – riducendo la quantità di acqua assorbita nei pori del materiale lapideo – lo sviluppo di microrganismi.
La conferma dell’efficacia di questa formulazione era arrivata da uno studio effettuato alcuni anni fa dall’Università Roma Tre, presentato al 13° Congresso Internazionale sul deterioramento e la conservazione della pietra, tenutosi in Scozia nel 2016. Purtroppo, queste pubblicazioni non sono sempre facilmente raggiungibili dagli addetti ai lavori, ed è per questo che oggi vogliamo riassumerne i risultati e riproporne la lettura a chi fosse interessato.
L’occasione per effettuare questo studio fu la decisione dell’artista William Kentridge di realizzare sulle banchine del Tevere un’opera dedicata alla storia di Roma, e intitolata “Trionfi e lamenti”. L’idea di Kentridge era di non utilizzare i classici mezzi espressivi (pittura, o incisione, o graffito), ma di realizzare un’opera di bio-arte, ripulendo parzialmente la patina batterica che oscurava le superfici in travertino. Quest’opera era stata preceduta, nel 2005, dalla realizzazione di 12 figure di “lupi di Roma”, ottenute pulendo alcune aree delle banchine con idropulitrici. L’operazione era però fallita per la rapida ricrescita dei microrganismi: nel giro di 3 anni l’area era stata completamente ricolonizzata e le figure non risultavano più leggibili.
SI trattava quindi, per rendere più duratura l’opera, di trattare la superficie pulita con “qualcosa” che impedisse la ricrescita dei batteri.
Dopo aver rimosso la patina biologica con una leggera idropulitura, i ricercatori effettuarono su alcune aree un primo trattamento con sali di ammonio quaternario al 4% e, sulle superfici così disinfettate, applicarono due diverse miscele:
• Algophase + Hydrophase Superfici
• Biotin R + Silo 111
Inoltre su alcune aree furono anche applicati i soli protettivi idrorepellenti.
A distanza di un anno le superfici non trattate risultavano completamente ricolonizzate, così come le zone con i soli idrorepellenti. Un risultato intermedio lo si otteneva sulle zone non disinfettate con i sali d’ammonio quaternario e trattate con le due miscele, mentre la situazione migliorava molto dove erano stati effettuati i due passaggi.
I migliori risultati si ottennero con il doppio trattamento:
1. sale d’ammonio quaternario al 4%
2. Biotin R al 4% in Silo 111

Si tenga presente che la concentrazione consigliata per il Biotin R è del 5%, quindi questo apprezzabile risultato fu ottenuto addirittura con un dosaggio inferiore.

Nota: Biotin R è oggi commercializzato in due componenti, Biotin R1 e Biotin R2, da miscelare prima dell’uso.

Bibliografia
S. Pascucci, F. Bartoli, A. Casanova Municchia and G. Caneva; “Differential effects of treatments on the dynamics of biological recolonization of travertine: case study of the Tiber’s  embankments (Rome, Italy), Atti del 13th International Congress on the Deterioration and Conservation of Stone, Paisley, Scotland, 2016, 915-921.

Per maggiori informazioni e per visionare le immagini realizzate da Kentridge si veda il sito ufficiale www.tevereterno.org
Pubblicato in: Bollettino CTS
In cima
Menu
Vicino
Carrello
Vicino
Indietro
account
Vicino