23.1 Ci Sono Anch'io - NMP addio!

30/06/10

I continui aggiornamenti delle normative europee sulla sicurezza e sulle etichettature ci spingono talvolta ad eliminare prodotti considerati fino a poco tempo prima a bassa tossicità.
Quando anni fa vennero proposti come alternative alla tossica Dimetilformammide (DMF) gli sconosciuti Dimetilsolfossido (DMSO) e N-Metil-Pirrolidone (NMP), il mondo del restauro iniziò lentamente una operazione di sostituzione, che ancora oggi non può dirsi conclusa. La DMF ha infatti ancora la sua cerchia di sostenitori.
Personalmente ho sempre visto con simpatia il DMSO: nonostante la puzza,moltissimi erano infatti gli studi clinici che ne attestavano il bassissimo livello di tossicità.
Chiunque voglia verificarne le fonti è sufficiente che digiti su di un qualsiasi motore di ricerca le parole “DMSO” e “dimethylsulphoxide” per ottenere migliaia di riferimenti al suo utilizzo come vettore (ovvero solvente di trasporto, che viene iniettato), per farmaci antitumorali.
Non mi convinceva del tutto la riduzione di tossicità dell’ N-Metil-Pirrolidone, che era stato classificato solo Irritante (Xi), con frasi di rischio R36/38 “Irritante per gli occhi e la pelle”. Eppure era nota l’iniziale controindicazione relativa alla fetotossicità, riportata già nel 1997 da Paolo Cremonesi.

Nonostante questo, data la sua efficienza nel rigonfiare o solubilizzare resine e vernici, si erano moltiplicate le formulazioni di sverniciatori contenenti N-Metil-Pirrolidone.

L’ultimo adeguamento (30°) della Comunità Europea riclassifica l’ N-Metil-Pirrolidone come Tossico (T), con l’aggiunta della frase di rischio R61 “Può danneggiare i bambini non nati”, ripresentando perciò il problema della fetotossicità.

Questa “retrocessione” dovrebbe spingerci a ridurre l’utilizzo di questo materiale, adottando tutti i possibili accorgimenti per ridurne l’inalazione, e soprattutto il contatto. Infatti, data la sua bassa volatilità, il rischio principale è quello dovuto all’assorbimento cutaneo: una goccia di NMP caduta sulla pelle, prima di poter completamente evaporare, penetra e viene assorbita dall’organismo.
Questa nota non deve gettare nello sconforto quanti finora hanno utilizzato questo solvente. Ricordiamo piuttosto per che cosa è stato introdotto: sostituire la Dimetilformammide (affettuosamente chiamata “dimetil”), questa sì una brutta bestia. Infatti la DMF, oltre ad essere sicuramente fetotossica, può idrolizzarsi formando dimetilammina, potenziale cancerogena e altamente volatile.
Quindi possiamo ringraziare l’NMP per i servigi resi, e lasciare quell’ultima bottiglia nel nostro armadio, nel ripiano “usare in casi estremi”……

Per saperne di più:
Cremonesi Paolo, “Materiali e metodi per la pulitura di opere policrome” Manuale tecnico Phase (1997), p.59.
Cremonesi Paolo, “L’uso dei solventi organici nella pulitura di opere policrome” Il Prato (2000), p.36.
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