26.2 Ci Sono Anch'io - Protettivi antiscritta per superfici monumentali (II)

12/05/11


Dopo aver  descritto nello scorso numero (25_1 - Protettivi antiscritta per superfici monumentali) la principale e storica proposta C.T.S. nel campo dei protettivi antigraffiti, l’Art-Shield 1, passiamo ora ad esaminare le proprietà dell’elastomero fluorurato Fluoline HY, il cui principio attivo rientra nelle Linee guida, per la rimozione di scritte deturpanti da superfici architettoniche, messe a punto dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, e dal Comune di Bologna e descritte nel volume “Contro il vandalismo grafico”, e scaricabili dal sito [1].

Linea antiscritta CTS: Fluoline HY

Cos’è un elastomero fluorurato? Si tratta di una gomma, un polimero dalla catena molto lunga e flessibile, e che rimane tale anche a basse temperature. Infatti, la sua Temperatura di Transizione Vetrosa (Tg) è uguale a -21°C. Questo vuol dire che solo scendendo al di sotto di temperature “siberiane” si avrà un irrigidimento di questo materiale.
Se da un lato questa proprietà costituisce un punto di forza, dall’altro conduce anche ad un limite che va sempre attentamente considerato: la sua “morbidezza” porta ad una maggiore deposizione della polvere.
E’ quindi necessario evitare accumuli e formazione di film sulla superficie, che porterebbero ad un graduale ingrigimento, particolarmente evidente su pietre chiare. Il problema può essere facilmente risolto, dato che la reversibilità del prodotto ne permette la sua rimozione anche dopo anni, ma si tratta comunque di un problema da valutare attentamente.
Altra sua caratteristica è la quasi totale sostituzione degli atomi di idrogeno con quelli di fluoro, fatto che impartisce stabilità e potere idrorepellente.
Un elastomero fluorurato (Akeogard CO) era già stato individuato tra i prodotti idonei come antigraffiti, assieme all’Art Shield 1, nel citato studio ICR/ICCROM [2,3], ed altre proprietà erano state illustrate in altri studi [4] ma le esperienze di applicazioni su marmi e travertini hanno fatto capire che un prodotto a catena lunga non penetra sufficientemente in questa tipologia di materiali, con i suddetti problemi di ingrigimento.
Non a caso gli elastomeri fluorurati hanno visto la maggior diffusione in ambito toscano, dove le arenarie grigie, molto porose, costituiscono il substrato ideale.
Per questo motivo, fin dalla sua introduzione, il Fluoline HY è stato proposto come idrorepellente per pietre (arenarie, tufi….), intonaci e laterizi molto porosi.
Il meccanismo che ne permette l’utilizzo come antiscritta si basa sulla sua reversibilità: il solvente contenuto negli spray e nelle vernici lo scioglie parzialmente, permettendo l’inglobamento del residuo resina/pigmento che costituisce la “scritta” una volta evaporato il solvente.
Successivamente possiamo rimuovere con solventi polari (acetone, acetati…), l’elastomero e la “scritta” rimasta intrappolata nella sua matrice.
Al termine dell’operazione di rimozione è quindi necessario riapplicare il Fluoline HY.

Recentemente sono stati messi a confronto, nell’ambito di una tesi svolta all’Università di Pavia da Simona Varesi, quattro prodotti ad effetto antiscritta.
Il substrato era la porosa Pietra di Lecce, “sporcata” con pennarello indelebile nero Basic Office, e la quantità di antiscritta applicato era di 30 g/m2.
Come possiamo vedere dalla tabella la variazione di colore a seguito del trattamento (?E*) è significativa solo per la cera microcristallina
Gli angoli di contatto ?t, che ci danno una indicazione dell’idrorepellenza, mostrano un livello maggiore per i prodotti a solvente (HY e microcristallina), rispetto a quelli all’acqua (Art-Shield 1 e terpolimero fluorurato).
Questa proprietà è importante per una efficace protezione dagli imbrattamenti effettuati con vernici a base acqua, e per una semplice rimozione dei manifesti, che vengono attaccati con colle cellulosiche in acqua.
La differenza di colore tra il substrato originale e quello ottenuto dopo il ciclo di “sporcatura+rimozione” (?E* p-tq), è più alta per i prodotti idrocarburici (Cera microcristallina e Art Shield), rispetto a quelli fluorurati. Questo significa che la protezione impartita dai fluorurati è superiore.
Sotto questo profilo il prodotto che dava il miglior risultato (?E* p-tq = 6.8), causava però anche una inaccettabile riduzione di permeabilità (90%), mentre quello che lasciava la pietra più permeabile era il Fluoline HY (<10%).
E’ evidente come questo parametro sia fondamentale per qualsiasi prodotto da applicare su un monumento.

                                         ?E*             ?t              ?E* p-tq (media)       Riduzione P (%)
Cera microcristallina         5,83            118                      30,1                      <20
Art-Shield 1                       2,66            100                     27,7                       <20
Fluoline HY                        4,11            115                      19,3                      <10
Fluoroelastomero              3,11             90                       6.8                         90
sperimentale


Dal 2008 uno dei monumenti milanesi più soggetti a deturpazioni vandaliche, le colonne di San Lorenzo, vengono protette con Fluoline HY.

Riassumiamo  infine  alcune  proprietà  del  prodotto  Fluoline HY     (copolimero vinilidene fluoruro – esafluoropropene)

Proprietà                                            Vantaggi                                                              Limiti
Catena lunga –                       Ideale per materiali molto porosi,                    Limitata penetrazione nei materiali più compatti,
Peso molecolare                     dove altri prodotti tendono a “scomparire”      rischio di accumulo in superficie.
attorno a 400.000 u.m.a.         all’interno.

Bassa Tg (-21°C)                   Assenza di irrigidimento delle superfici           Morbidezza del film, adesione del particellato
                                               trattate. Capacità di adattarsi ai                     atmosferico con conseguente ingrigimento
                                               movimenti delle strutture.

Stabilità chimica                   
L’assenza di ossidazione e reticolazione
                                             lo mantiene sempre solubile in solventi
                                              polari.

Alta % di atomi di                    Elevata idrorepellenza, riduce l’adesione
fluoro                                      di vernici  e colle a base acquosa,
                                               come quelle utilizzate per attaccare i manifesti.
   
                                                       
Per quasi tutti i substrati l’impatto cromatico è minimo


Bibliografia  
1.   
www.emiliaromagna.beniculturali.it/index.php?it/221/linee-guida-vandalismo-grafico

2.   
Vigliano G. “Graffiti e antigraffiti” Bollettino ICR 1, (2001). http://iscr.beniculturali.it/index.php?option=com_content&task=view&id=14&Itemid=16

3.    Borrelli E., Moreno Caballero B., Vigliano G.; “Progetto Axum – Sperimentazione prodotti antigraffiti” ICCROM, 2000.
4.    V.Massa, E.Falcone, V.Guidetti, M.Chiavarini, “Antigraffiti Protectives for a better Maintenance of Facades”, 7° International Conference on Durability of Building Materials and Components, Stockolm, 19-23 Maggio 1996.
                                           
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