Warning: session_start(): open(/var/cpanel/php/sessions/ea-php54/sess_2h5hc2m4trpdfvfbgijfbpj372, O_RDWR) failed: Disk quota exceeded (122) in /home/ctseurop/public_html/site/dettaglio-news.php on line 1
28.2 Lavori in corso - Anossia agli Uffizi

28.2 Lavori in corso - Anossia agli Uffizi

07/10/11

Gli interventi di disinfestazione anossica di opere d’arte richiedono non solo una adeguata strumentazione, ma anche una profonda conoscenza dei materiali su cui si va ad operare. E se l’intervento sul cassettone della nonna lascia ampio margine all’errore, non ci si può improvvisare se si tratta di mettere le mani su un oggetto di inestimabile valore, quale il Ciborio ligneo del Vasari, proveniente dalla Chiesa di Santa Croce a Firenze, che è esposto agli Uffizi fino al 30 Ottobre, in occasione della mostra “Vasari, gli Uffizi e il Duca”.
La complessità dell’intervento è correlata non solo al valore storico-artistico dell’opera, ma anche alle sue dimensioni: si tratta infatti di una enorme struttura in legno di pioppo, dorata e dipinta, dell’altezza di 6 metri e mezzo e con un diametro massimo di 2,3 metri.
Il ciborio, costruito nella seconda metà del cinquecento su disegno di Giorgio Vasari, faceva parte del grande altare ligneo posizionato nella Cappella maggiore della Chiesa di S. Croce in Firenze. Questa complessa macchina fu smontata nel 1869, per la trasformazione in chiave medioevale della Chiesa, e il monumentale Ciborio e due grandi Angeli in legno dorato furono conservati in una cappella.
L’intervento di disinfestazione è stato eseguito dalla ditta Relart di Roberto Buda, e diretto dalla Dottoressa Brunella Teodori.

A carico di questi manufatti era stato riscontrato un consistente attacco da parte di insetti xilofagi (anobidi) e già nel 2009 era stato eseguito un intervento di disinfestazione in atmosfera anossica dei due Angeli dorati. Il Ciborio, anche se presentava analoghi problemi, non era stato sottoposto all’intervento in quanto le dimensioni dell’opera e gli angusti spazi della cappella rendevano complicato l’intervento.
Il prestito e il trasferimento del Ciborio alla mostra “Vasari, gli Uffizi e il Duca”, è stato l’occasione per predisporre l’intervento che non era più rimandabile visto l’entità dell’attacco.
Il  Ciborio è stato smontato nei suoi principali elementi e tale operazione ha permesso di accedere all’interno dei vari scomparti e di eseguire un‘ accurata rimozione dello spesso strato di polvere e di impregnare il legno sulla superficie interna non decorata con solvente contenente Permetrina. L’opera così smontata è stata trasferita all’interno della Galleria degli Uffizi e le contenute dimensioni della sala espositiva hanno indirizzato verso la scelta di rimontarla e di predisporre un’unica bolla con idoneo film polibarriera termosaldato.
 
In considerazione del grande volume da trattare si è scelto di ridurlo il più possibile riempiendo le zone interne del Ciborio con delle bolle riempite con azoto puro. Tali riempimenti sono stati posizionati in modo da far comunque circolare liberamente l’aria all’interno del Ciborio in modo da permettere all’azoto immesso di “lavare” tutto il volume dai residui di ossigeno.
Schematicamente l’intervento si è svolto nelle seguenti fasi:
·  
Stesura sul pavimento di un quadrato di dimensioni idonee di film polibarriera.

·   Rimontaggio del Ciborio al di sopra di tale quadrato con interposizione di strati di protezione
·   Preparazione di un cilindro con film polibarriera di dimensioni idonee a contenere tutta l’opera. La bolla è stata infilata come un cappuccio con l’ausilio di ponteggi posizionati sui lati. Il cilindro e il quadrato sono stati termosaldati per ottenere un sacco ermeticamente sigillato.
·   Aspirazione dell’aria contenuta all’interno della bolla, per ridurre il volume dell’aria da trattare.
·   Collegamento dell’impianto di disinfestazione ISOSEP [1] mediante valvole e tubi applicati alla bolla, all’interno della quale è stata posizionata una sonda che rileva i valori di U.R. e T.
·   Immissione di azoto ad un grado di purezza di  99,8 [2].
·   T
ali valori sono stati mantenuti per il periodo necessario a raggiungere la mortalità degli infestanti, pari a tre settimane, grazie al software che ha controllato per tutto il periodo la bolla e che ripristinava i valori non appena leggeva variazioni, riavviando in automatico l’impianto di disinfestazione.
 

Si ringrazia l’Opera di Santa Croce e la Dottoressa Teodori della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale della città di Firenze, per aver reso disponibili le foto dei trattamenti, finanziati dal Comitato organizzatore della mostra " Vasari e gli Uffizi"  

Note:

1.    ISOSEP è prodotto dalla ditta Isolcell e distribuito dalla C.T.S. Srl
2.   
Per raggiungere i valori desiderati corrispondenti ad un residuo di ossigeno pari all’0,3%, e U.R. del 50%, ci sono volute circa 40 ore. La temperatura all’interno della bolla seguiva i valori dell’ambiente espositivo mediamente intorno ai 26 gradi.


-
-
-