31.2 Ci Sono Anch'io - I malintesi sulla saliva

10/07/12

Presenza fissa ormai in ogni laboratorio di restauro dipinti, sulla saliva artificiale rimangono ancora dei punti non ben definiti: è una banale soluzione di citrato d’ammonio? E’ necessaria la mucina? Rimuove la vernice? Che influenza ha sullo strato pittorico? Può essere usata su tutti i tipi di dipinto? Va sciacquata? Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza….

Primo punto da chiarire, la Saliva Sintetica CTS (SSC) è una miscela di citrato di ammonio e citrato di sodio, che può essere usata tal quale o potenziata tramite l’aggiunta di mucina, potente tensioattivo. Quest’ultima viene fornita separatamente, come liofilizzato in polvere, in quanto soggetta a biodegradazione dal momento in cui è miscelata in acqua. Per questo si consiglia di prepararne le quantità strettamente necessarie, e se avanza del prodotto miscelato, tenerlo in frigorifero per un paio di settimane al massimo.
 
 
Secondo punto da sottolineare: la soluzione di citrato della SSC ha già un’azione pulente, quindi la mucina non è sempre necessaria. Sicuramente però aiuta la stesura su materiali più idrofobi (oli recenti), ed aiuta anche la rimozione di materiale data la sua capacità emulsionante. Inoltre non è necessario sciacquare la superficie dopo la pulitura con SSC, anzi questa può essere utilizzata come ultimo passaggio dopo l’applicazione di altri sistemi (enzimi, gel….).  

Terzo punto, da sfatare: "è un sistema così blando che non interagisce con lo strato pittorico, male che vada non funziona”. Assolutamente falso: contenendo un solvente (l’acqua) ed un chelante (il citrato), la saliva può avere un forte effetto sia su dipinti sensibili all’acqua, sia su tutti i materiali disgregabili per azione chelante, ovvero una azione di complessazione di un catione metallico. Ad esempio, i saponi metallici formatisi per reazione tra gli acidi grassi di oli invecchiati, e certi cationi (piombo, zinco, rame,…) presenti come pigmenti, possono essere rimossi dalle superfici. Per questo è necessario effettuare dei test e soprattutto valutare la concentrazione del chelante.
 

Questo ultimo punto richiede una precisazione sulla concentrazione dei citrati nella SSC: alcuni restauratori hanno osservato che prodotti concorrenti contengono quantità superiori di citrati, e per questo "puliscono di più”. Vogliamo approfondire questo concetto, dato che la nostra scelta si basa su un ragionamento ben preciso, supportato da dati scientifici, e non su di una scelta economica (basta fare due conti per capire che innalzare la quantità di citrati dallo 0,2 all’1% non cambia assolutamente il costo del prodotto, e che quello che incide è eventualmente la mucina….).

Poichè questi dati scientifici sui rischi di elevate concentrazioni di citrati esistono, e sono accessibili a tutti, anche se in inglese, andiamo ad analizzarli.  

La SSC nasce come prodotto per puliture di superficie, in particolare per la rimozione dello sporco dovuto a polveri e particellato in generale, che si può trovare sopra ad una vernice, e che si può rimuovere senza intaccarla. Ma può essere utilizzata anche per la pulitura di superfici non verniciate, per questo il contenuto di citrato è inferiore all’1%. Concentrazioni maggiori dell’1% possono portare alla disgregazione di alcuni componenti del film pittorico, come dimostrato in uno studio di Morrison et al. Gli autori hanno messo a confronto vari tipi di soluzioni pulenti, basate su ammoniaca e citrato d’ammonio, a varie concentrazioni e vari pH.

Queste sono state applicate rotolando un tamponcino di cotone su di una superficie di un dipinto ad olio non verniciato, realizzato attorno al 1940, e per questo ormai invecchiato. La superficie mostrava del particellato adeso, particolarmente presente nelle scanalature delle pennellate, ed una patina, presente uniformemente su tutta la superficie, identificata in saponi metallici, ossia il prodotto di acidi grassi migrati sulla superficie e cationi metallici.

Riassumiamo i risultati nella tabella sottostante.  


Soluzione                                             pH               Effetto

Saliva naturale                                         -                 La maggior parte dello sporco viene rimosso, la patina è intatta

Ammoniaca C.M. ~10-8                           7.7               La maggior parte dello sporco viene rimosso, ma si formano microcrepe sulla patina organica

Ammoniaca C.M. ~10-5                           9.1               L’effetto pulente diviene più rapido al salire del pH, aumentano le microcrepe,
Ammoniaca C.M. ~10-3                           10.2              si formano dei piccoli fori nella patina,
Ammoniaca C.M. ~10-1                           11.1              i rilievi delle pennellate iniziano a essere più rugosi

Citrato d’ammonio all’1%                         6.2                L’effetto pulente è analogo a quello ottenuto con l’ammoniaca, i rilievi delle pennellate
                                                                                    iniziano a essere più rugosi
                                                              
                                                                 7.4               La pulitura è più rapida, e visivamente analoga a quella ottenuta con l’ammoniaca,
                                                                 8.3               ma i rilievi delle pennellate iniziano a essere spatinati 
                                                                 9.4    

Citrato d’ammonio al 2%                          6.0                La pulitura è molto rapida, ci sono variazioni tonali dovute alla rimozione della patina già a pH 6.0
                                                                 7.2                Visivamente si percepisce un’opacizzazione ed uno schiarimento, molto rilevante a pH 9.5
                                                                 8.3
                                                                 9.5


C.M. = concentrazione molare  

Conclusione_ Una soluzione di citrato d’ammonio all’1% può essere utilizzata in tutta sicurezza per rimuovere lo sporco da una vernice, ma su di uno strato pittorico può causarne l’alterazione, già con pH leggermente alcalini (7.4). La concentrazione del 2% è assolutamente da evitare, a qualunque pH.  

Ultima raccomandazione: per chi volesse riordinare le idee sui sistemi di pulitura acquosi, quindi l’uso non solo di saliva e di chelanti, ma anche dei tensioattivi e di soluzioni acide o basiche, è fondamentale studiarsi l’agile volume uscito lo scorso anno nella collana dei Talenti de il Prato, sempre a firma Paolo Cremonesi, dal titolo "L’ambiente acquoso per la pulitura di opere policrome”
Senza una comprensione di questi meccanismi rischiamo, abbandonate le butilammine e le altre "bombe di solventi”, di illuderci sulla delicatezza dei sistemi acquosi, e quindi di tornare, col passo del gambero, al punto di partenza, quello delle soluzioni di liscivie…..  

Bibliografia
Morrison R., Bagley-Young A., Burnstock A., van den Berg K.J., van Keulen H.; "An investigation of parameters for the use of citrate solutions for surface cleaning unvarnished paintings” Studies in Conservation 52 (2007).
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