31.3 Nuovi Prodotti - Nano Estel e le sue capacità leganti

10/07/12

Dopo aver preso in considerazione le proprietà del Nano Estel come consolidante, passiamo ad analizzare le potenzialità delle nanosilici come leganti di inerti e pigmenti  

Anche in questo caso si ha un effetto di connessione tra le particelle del materiale inerte o del pigmento e quelle della silice a seguito dell’evaporazione dell’acqua, e come detto in precedenza possiamo sfruttare per la formazione del gel di silice la modifica di parametri quali il pH o l’aggiunta di solventi idrosolubili (alcool, acetone). Quest’ultimo sistema è stato scoperto dal restauratore Stefan Wörz, ed è particolarmente indicato per fare riaderire scaglie di colore staccate su dipinti murali. Agendo prima con una applicazione di nanosilice e subito dopo con una di alcool etilico, la scaglia riaderisce immediatamente. L'applicazione si effettua con siringhe, pipette o pennelli.  

Nano Estel come legante per inerti 

Dal punto di vista dell’azione legante, il Nano Estel presenta quindi proprietà non ottenibili con i silicati d’etile, ovvero la possibilità di creare ponti tra particelle molto distanti tra loro (da un punto di vista microscopico, ossia superiori ai 100 ?m).
Fino ad oggi nel restauro si sono utilizzati come leganti per inerti due categorie di materiali:
  • -  inorganici_ calci, aeree e idrauliche, con i limiti dell’adesione non elevata e dello schiarimento dell’impasto in fase di asciugatura, che rende difficile effettuare una integrazione cromaticamente esatta.
  • -  organici_ dagli acrilici alle epossidiche, con i limiti di traspirabilità, reversibilità, differenza di coefficenti di dilatazione termica rispetto al supporto….
Consapevoli dei limiti delle due classi, già in passato si è cercato di migliorare le proprietà delle calci additivando dei materiali organici, dal latte dei tempi antichi alle attuali resine acriliche o viniliche (si veda anche l’articolo 25.3 del Bollettino CTS, "Additivare una malta”).
Il vantaggio di utilizzare la nanosilice è evidente: possiamo ottenere malte inorganiche, con un buon potere adesivo, senza contenuto di resine organiche, e quindi dotate di ottima permeabilità al vapor d’acqua, e che consentono inoltre di mantenere il colore degli stessi inerti, senza lo sbiancamento dato dalla calce.
Dalle prove effettuate presso i nostri laboratori risulta evidente che non tutti gli inerti possono essere legati dalle nanosilici, e che è sempre necessario effettuare una prova preliminare sulla miscela di inerti che si desidera legare.
In letteratura vengono descritte delle malte da iniezione contenenti nanosilici utilizzate per il consolidamento di pitture murali tibetane al tempio di Maitreya nella città di Leh [1], delle malte da stuccatura utilizzate per la cattedrale di Nidaros in Norvegia [2], ed altre utilizzate per le stuccature della Cattedrale di Friburgo, basate su di una miscela di inerti di granulometria selezionata da legare sempre con nanosilici.  

Nano Estel come legante per pigmenti 

Sebbene talvolta sia necessario patinare superfici lapidee, non esistono studi approfonditi sui vantaggi ed i limiti dei vari metodi. Oggi sono utlizzate due metodologie che permettono di realizzare velature in esterno, ma che presentano entrambe dei limiti.
Le dispersioni acriliche sono comode da usare, ma la loro resistenza nel tempo è limitata, e spesso le patinature "scompaiono”, specialmente nelle zone soggette a dilavamento e contemporanea azione dei raggi ultravioletti. Inoltre la tonalità del colore risulta "sorda”.
Le pitture ai silicati hanno maggior resistenza ed i colori risultano più vivi, ma essendo a base di silicati alcalini si ha la formazione di sottoprodotti secondari dannosi (con i silicati di sodio e potassio si formano rispettivamente soda e potassa, che carbonatano all’aria formando sali solubili).

I pigmenti dispersi nelle nanosilici mantengono invece una buona saturazione del colore, senza l’inconveniente del rilascio di soda o potassa (la quantità di NaOH utilizzata per la sua stabilizzazione è inferiore allo 0,5%).
Nano Estel è stato utilizzato dalla ditta Agora per la realizzazione di velature sulle integrazioni in pietra nella Cattedrale di Barcellona (Spagna), ottenendo una buona resa cromatica e resistenza alle prove di frizione e scorrimento d’acqua.
    
Conclusioni
 

Sotto il profilo dell’azione legante il Nano Estel fornisce risultati interessanti, e come sempre aspettiamo la prova del tempo per valutare la resistenza alle intemperie delle malte e delle patinature ottenute. Altre informazioni utili sull’aggregazione dei pigmenti potrebbero giungere dallo studio in corso presso la SUPSI di Lugano, seguita dai docenti del corso di restauro delle pitture murali, Francesca Piquè e Jacopo Gilardi. 

Bibliografia  

1. Nicolaescu A., Alexander A.; Red Maitreya Temple –Leh, Ladakh. Mural Conservation Project (Part 2) - A Tibet Heritage Fund Project. e-conservation magazine n°7Storemyr P., Wendler E., Zehnder K., "Weathering and Conservation of Soapstone and Greenschist Used at Nidaros Cathedral (Norway)”, Raphael Programme – European Heritage Laboratory. Report 2/2001,Restoration Workshop of Nidaros Cathedral, Norway
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