32.3 Ci Sono Anch'io - Caruso e i suoi costumi di scena: una conservazione preventiva

05/10/12

Il Museo Caruso, unico in Italia dedicato al mitico tenore, e’ situato nella Villa Bellosguardo di Lastra a Signa (FI). Al piano nobile della Villa, che ospita anche la camera da letto originale, si trova la collocazione di migliaia di cimeli originali donati dall’Associazione Museo Enrico Caruso – Centro studi carusiani. Gli oggetti appartenuti all’Artista sono mobili, grammofoni, quadri e statue a lui dedicati, foto famigliari e di scena, cartoline spedite e ricevute, disegni tratteggiati dal cantante, biografie, critiche e programmi teatrali, premi ricevuti, spartiti e dischi e 20 costumi e accessori di scena.
Le opere d'arte subiscono un invecchiamento inesorabile, specialmente gli oggetti tessili, che sono particolarmente delicati e fragili; una conservazione impropria può accelerare questo processo. La conservazione preventiva, vale a dire una appropriata archiviazione con costanti condizioni ambientali, e la protezione dalla luce solare, dalla polvere, da altre sostanze atmosferiche inquinanti e dai parassiti, può rallentare il processodi invecchiamento e contribuisce a preservarele opere d'arte. Per questo le scatole in cui verranno riposti i tessuti, come anche la carta velina che serve per l’imbottitura, devono possedere precisi requisiti.

Per il nostro intervento abbiamo quindi scelto delle scatole consigliate e fornite dalla C.T.S., realizzate da Conservation by Design con un cartone da conservazione dalle seguenti caratteristiche tecniche:

- Acid-free e privo di lignina (100% pura cellulosa)
- pH 7,5-9,5
- Riserva alcalina (carbonato di calcio 2% min.)
- Conforme alla Normativa Internazionale DIN ISO 9706:1994
- Conforme alla Normativa Internazionale ISO 18916 - P.A.T.


Quando si sceglie di immagazzinare un oggetto tessile è importante che sia conservato in orizzontale, senza stress fisico, possibilmente non piegato ed imbottito ove necessario. Nel caso degli abiti di scena del museo Caruso questo e’ essenziale anche per il loro notevole peso; ad esempio, il costume portato da Fiodor Scialiapin per l’opera "Boris Godunov” (vedi foto a fianco) con la sua ricca decorazione di placche metalliche e migliaia di bottoni in madreperla, raggiunge quasi una quarantina di chili di peso.

Tutti i costumi erano, fino al nostro intervento, conservati appesi su grucce. In questa occasione sono stati aspirati con potenza controllata ed adeguata, fotografati su manichino e misurati. Le misure delle scatole devono essere adeguate a quelle degli oggetti e quindi nel nostro caso sono state confezionate appositamente; inoltre, devono essere abbastanza stabili per garantire la sicurezza delle opere durante lo stoccaggio in pile o anche per un eventuale trasporto. Infine sono state applicate all’esterno delle scatole le etichette con la foto ed il numero di inventario di ogni oggetto.  

Fino ad oggi abbiamo conservato e restaurato tre costumi che sono esposti nelle sale del Museo. I costumi che colpiscono maggiormente sono quello di Canio (con la grancassa usata in scena), eternato nelle foto di scena dei Pagliacci, il kimono, molto ricercato, indossato nel ruolo di Osaka in Iris, tenutosi al Metropolitan di New York nel 1907, e l’abito dell’Otello in velluto di seta rosso, impreziosito con applicazioni in filato metallico (foto a fianco).
Grazie alla sensibilita’ dell’amministrazione del Comune di Lastra Signa, nella figura dell’architetto Susanna Taddei, e’ stato possibile effettuare quest’operazione che con una spesa contenuta assicurera’ la conservazione degli abiti di scena che testimoniano la storia del grande tenore. 

Claudia Beyer e Costanza Perrone Da Zara
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