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2/1 Ci Sono Anch'io - Gustav Berger’s O.F.® PVA Inpainting Medium

2/1 Ci Sono Anch'io - Gustav Berger’s O.F.® PVA Inpainting Medium

30/03/05

Il limitato utilizzo di certi materiali fa sì che la loro "fama" rimanga limitata ad alcuni aficionados, o ad uno specifico settore, quando magari potrebbero risultare utilissimi anche per altri impieghi. Questa rubrica si propone di scavare nell’ampio parco dei prodotti per il restauro mettendo sotto i riflettori alcuni materiali poco noti. Uno di questi è il. Gustav Berger’s O.F.® PVA Inpainting Medium.  
Quando affrontiamo il problema del ritocco pittorico non possono non venire alla mente le annose discussioni relative a questa fase, che è certamente quella in cui il restauratore mette il massimo della sua personalità e rischia quindi di lasciare un’impronta su un’opera che, a rigore, dovrebbe essere restituita senza le "impronte". Fondamentale al riguardo l’opera di Haltöfer [1], e interessantissimi i dibattiti tra i sostenitori delle varie scuole, anche in Italia. Da un punto di vista tecnico-scientifico lo sviluppo dei materiali utilizzati per il ritocco ha seguito in parallelo quello delle vernici finali, anche se con alcuni grossi distinguo.
L’avvento dei polimeri, negli anni ’50 sul mercato statunitense e una decina di anni dopo da noi, portò ad una sperimentazione volta ad individuare leganti con proprietà migliori rispetto alla gomma mastice.
 Infatti il rapido ingiallimento della mastice causa una evidenziazione delle zone ritoccate, in particolare sulle zone dai colori chiari, o sugli azzurri dei cieli, ecc... Lo stesso ingiallimento lo si riscontrava con le vernici a base mastice, ma era meno evidente in quanto omogeneo su tutta la superficie, e comunque la mastice era stata sostituita quasi ovunque dalla dammar, la cui velocità di ingiallimento, per quanto elevata, era sempre inferiore.
L’introduzione dei polivinilacetati (PVA) sembrò aprire la soluzione al problema della sostituzione di queste resine di origine naturale, ma sul fronte delle vernici il risultato si rivelò fallimentare. Infatti la bassa Tg (temperatura di transizione vetrosa), causava un marziale rammollimento dei film ed il conseguente assorbimento di polvere, con finale ingrigimento e perdita di trasparenze dei film di vernice.
Se sul fronte vernici i PVA furono abbandonati, per lasciare spazio agli acrilici e alle chetoniche, sul fronte leganti per ritocco le loro qualità risultarono vincenti [2]. E’ noto che i PVA hanno un basso livello di ingiallimento, una buona adesione ed un buon potere bagnante, che li rende ottimali per tenere in sospensione i pigmenti in polvere.  

Naturalmente il problema riscontrato per le vernici a PVA, quello dell’adesione della polvere, in questo caso non influisce, perché comunque il ritocco viene coperto da uno strato di vernice che lo isola dall’esterno. E’ quindi importante ricordarsi di coprire sempre il ritocco con una vernice, opaca o lucida che sia
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Dato che il film formato dal PVA è opaco, questo tipo di medium risulta ottimale per ritocchi su tempera e acquerello, e per oli non particolarmente brillanti. Nel caso si voglia ottenere un effetto brillante si può comunque ritoccare con il Gustav Berger’s O.F.® PVA Inpainting Medium, e saturare poi il colore con un acrilico come il Paraloid B-72.

Uno dei punti di forza del Gustav Berger’s O.F.® PVA Inpainting Medium è la sua completa solubilità in alcool etilico, solvente utilizzato anche per la rimozione del ritocco stesso. Questo dato è particolarmente significativo oggi, a distanza di più di 20 anni dalla sua formulazione, con la accresciuta sensibilità riguardo alla problematica della sicurezza.
Sicuramente per il restauratore il ritocco pittorico è una delle fasi più pericolose del restauro di un opera policroma, dato che si ritrova immerso nei vapori di solvente provenienti dal contenitore del medium, dalla tavolozza, dal pennello e dalla stessa superficie del dipinto.  
L’uso dell’aspiratore, tanto necessario, è purtroppo pratica rara quanto quella dell’uso delle scomode maschere a pieno facciale, ed anche per questo si sono cercati negli ultimi anni solventi che potessero sostituire gli amati/odiati aromatici o l’ubiquitario diluente nitro (che contiene ben il 40% di aromatici!), come le miscele a base di etil-lattato.
Gustav Berger’s O.F.® PVA Inpainting Medium viene venduto come concentrato, da diluire in alcool al 20% (Medium:alcool 1:4), ottenendo così una soluzione al 7%.  

L’utilizzo di un solvente a bassa tossicità come l’alcool etilico può poi essere modulato con piccole aggiunte di altri solventi, ed in particolare:
  • acqua – serve per rallentare l’asciugamento, e va aggiunta sempre in minima quantità (3% max).
  • acetone – aumenta la capacità bagnante ed è consigliato nelle giornate umide e calde, quando può verificarsi un aumento eccessivo di viscosità.

Volendo confrontare le prestazioni con altri prodotti sintetici utilizzati per il ritocco, come il Paraloid B-72 e la resina chetonica Laropal K80, a cui recentemente si è affiancata la più stabile Laropal A81, possiamo sottolineare come il Gustav Berger’s O.F.® PVA Inpainting Medium sia l’unico perfettamente solubile in alcool etilico. Per le altre tre resine è necessaria una certa quantità di solventi a polarità più bassa, e spesso (anche per la fatica di cercare alternative adatte), si finisce per ricadere sugli aromatici.

Lo stesso discorso vale per la rimozione. Il Gustav Berger’s O.F.® PVA Inpainting Medium è rimovibile comunque anche negli aromatici, o in soluzioni acquose di ammoniaca.    



Per saperne di più:  
[1] _ Halthöfer H.; "La questione del restauro pittorico", Ed Il Prato, Padova (2004).
[2] _ Berger G.A.; "inpainting using PVA medium", Cleaning, retouching and coatings, Preprints of the contributions to the Brussels Congress, IIC, 3-7 September 1990.
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