38.2 Nuovi Prodotti - Novità nella linea Gamblin

09/05/14

Nel corso di un seminario tenuto il 28 ottobre 2013 presso l’Istituto per l’Arte e il Restauro, a Palazzo Spinelli, Robert Gamblin ha illustrato alcune novità relative alle reintegrazioni delle lacune degli strati pittorici.

La prima, importante novità è l’introduzione dei Gamblin Conservation Colors, finora commercializzati nei vasetti di vetro, nel formato godet. La gamma dei cosiddetti half-pans ripropone interamente quella dei vasetti, con un’unica eccezione, il Blu Manganese.
Questo colore, introdotto nel 2009, era basato sul manganato di bario (PB33), pigmento molto stabile ma oramai fuori produzione. Le riserve di pigmento sono esaurite, così come la formulazione in vasetto basata su questo pigmento, mentre esistono ancora dei godet con questa composizione. Una volta terminati, i godet verranno prodotti utilizzando una ftalocianina di rame (PB15:4), e commercializzati con la dicitura “Tonalità Blu Manganese” (Manganese Blue Hue), come già avviene per la tipologia in vasetto.
La seconda novità è rappresentata dal ritorno della biacca sulle tavolozze. Con il nome di Bianco di Cremnitz ecco infatti il carbonato basico di piombo (PW1), con CAS 1319-46-6. Naturalmente per questo pigmento devono essere rispettate tutte le procedure di sicurezza, data la sua tossicità.
Infine ci è sembrato particolarmente interessante un nuovo tipo di stucco a base di cere e di resina aldeidica Laropal A81 (lo stesso legante dei Gamblin Conservation Colors).
Questo stucco, presentato in anteprima ma non ancora disponibile, viene scaldato alla  fiamma, quindi applicato a spatola nella zona della lacuna, modellandolo poi in modo da imitare la superficie. Su questa integrazione è poi possibile effettuare il ritocco. 

Dal 2002 CTS distribuisce i Gamblin Conservation Colors, ed il rapporto si è sviluppato al punto che, in questi giorni, si è concretizzato un rapporto di esclusiva per l’Italia e per i 6 paesi (Francia, Spagna, Svizzera, Romania, Turchia ed India), in cui sono presenti consociate CTS.

A questo punto ci sembra importante riprendere alcuni punti che già erano stati affrontati alcuni anni fa (Bollettino n. 24_2 - Gamblin Conservation Colors), considerando anche che spesso le domande insistono sui soliti aspetti operativi. Le risposte sono oggi arricchite da 4 anni di esperienza.
Qual’è il solvente consigliato? Questa è la domanda più frequente, ma la risposta non  è univoca, perché il solvente “migliore” dipende dalla “mano” di ogni singolo restauratore, ed anche dall’effetto finale che si vuole ottenere. In  linea di massima considero un buon punto di partenza l’alcool isopropilico: efficiente e veloce, non particolarmente tossico, fornisce un effetto non brillante. E’ bene però non limitarsi ad un solo solvente, ma giocare su due o anche tre dalle diverse proprietà, miscelandoli per ottenere diversi livelli di volatilità. Ad esempio, all’alcool isopropilico possono essere aggiunti sia solventi idrocarburici, come white spirit D40, più lento nell’evaporazione, essenza di petrolio, ligroina, sia solventi polari come l’acetone, nel caso si desideri un effetto ancora più mat, o etil lattato, molto lento ad evaporare. Ricordiamo che se si preleva il colore dal vasetto si può diluire con soli solventi idrocarburici, ma se si parte dal colore essiccato sulla tavolozza, o dal godet, è necessario aggiungere ai solventi idrocarburici almeno il 25% di solventi polari come aromatici, acetone o alcool isopropilico/etilico. 
Conclusione: non esiste il solvente “migliore”, devono essere valutati vari fattori, inclusa la propria metodologia di lavoro.
E’ possibile rendere i colori più brillanti? Sostanzialmente si ottiene questo effetto incrementando il rapporto resina/pigmento, quindi aggiungendo di volta in volta della Laropal A81 al colore per cui è richiesto un maggior effetto lucido. Lo si può fare partendo dalla resina e solubilizzandola a parte, oppure utilizzando soluzioni già pronte di Laropal A81, come la vernice Regal Retouching Varnish, o ancora il medium prodotto da Gamblin e denominato Galdehyde Resin Solution.
Quale vernice utilizzare durante il ritocco e come finale? Tutte le vernici da ritocco in commercio possono essere utilizzate a spruzzo, mentre per l’applicazione a pennello è necessario procedere molto delicatamente, considerando la maggiore reversibilità dei Gamblin Conservation Colors anche in solventi a bassa polarità. Per la verniciatura finale è consigliata la Regal Varnish Gloss o Mat, sia a pennello che a spruzzo.
Cosa fare se il colore nel vasetto si è essiccato? Può capitare che una non perfetta chiusura del vasetto porti all’essiccazione del colore al suo interno: è sufficiente aggiungere un solvente polare (come l’acetone o un acetato, ma si consiglia l’alcool isopropilico), e miscelare bene. Il colore è nuovamente utilizzabile, senza alcuna alterazione né perdita di materiale.
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