40.1 Ci Sono Anch'io - L'aspirazione negli ambienti di lavoro: criteri base di valutazione

18/02/15

di Roberto Paulotto  

Negli ultimi anni le patologie a carico dell’apparato respiratorio stanno assumendo un’importanza sempre maggiore, in relazione al peggioramento delle condizioni ambientali, dell’inquinamento atmosferico, ecc.
E’ quindi importante poter escludere che eventuali patologie possano essere causate o favorite da esposizioni in ambiente lavorativo.
E’ opportuno, oltre che indicato come obbligo legislativo, che in presenza certa o anche solo possibile di fumi, polveri e vapori, le aziende, i laboratori, centri di ricerca, ecc. si dotino di sistemi a protezione dell’ambiente di lavoro, degli operatori e dell’ambiente esterno, qualora si sia in presenza di emissioni diffuse in atmosfera.  

Considerando che la gestione della Prevenzione è sempre da favorire rispetto alla gestione dell’Emergenza, la sicurezza di avere impianti adeguati alle esigenze lavorative è fondamentale per non incorrere in spiacevoli conseguenze, dovute ad un'errata valutazione delle applicazioni ed eventuali sanzioni da parte degli enti, che giustamente continuano nella loro opera di controllo dell'Ambiente e della Sicurezza.
A differenza dell’importante gestione della sicurezza intesa come controllo e valutazione su apparecchiature o strutture che possono risultare pericolose e dannose nell’immediato, il mancato controllo delle altrettanto importanti condizioni di atmosfera respirabile nell’ambiente, se non considerate o preventivamente neutralizzate, possono portare a danni anche irreversibili, nel lungo periodo, anche dopo la cessazione della vita lavorativa, vincolando comunque alle proprie responsabilità i responsabili o amministratori dell’azienda o ente.
Effettuare una approfondita analisi tecnica che valuti se e come gli impianti e i componenti di trattamento e depurazione aria siano adatti allo scopo risulta prioritario da parte dell'utilizzatore.
A tale scopo, a disposizione dei responsabili di settore, vi sono attualmente una serie di soluzioni studiate appositamente per soddisfare le varie esigenze lavorative, sempre che siano usate in modo appropriato.
Proprio questo ultimo punto, al momento, rappresenta la difficoltà maggiore nella scelta delle applicazioni.
Infatti la scelta dei sistemi aspiranti subisce l’influenza di vari fattori quali:
Risparmio Economico sul Primo Acquisto

Risparmio Energetico

-  Rispetto delle Normative Ambientali e di Sicurezza
-  Rispetto delle Esigenze Lavorative
-  Costi e Tempistica delle operazioni di manutenzione
-  Impianti centralizzati, postazioni singole con espulsione in atmosfera o gruppi con ricircolo aria depurata.  

Importante considerazione è che nessuna di queste scelte deve primeggiare rispetto alle altre, ma la corretta valutazione deve essere un giusto mix che le soddisfi contemporaneamente.
Nel mondo del restauro, con la varietà di componenti e lavorazioni che ne compongono l’attività, si possono identificare tutti gli aspetti legati al rispetto dell’ambiente, della sicurezza del personale all’interno della struttura ed al mondo esterno ad essa, qualora si parla di emissioni in atmosfera, così come avviene in qualsiasi altro ambiente lavorativo, industriale o meno.  
Per questo motivo le normative vigenti valgono anche per queste attività che a volte possono rischiare di essere considerate “minori” come effetto sulla salute, tenendo presente che non sempre la “bassa quantità” è sinonimo di non pericolosità.
L’aspirazione dovrebbe essere sempre effettuata direttamente alla fonte di produzione dell'inquinante, con dispositivi adeguatamente dimensionati e posti alla distanza minima possibile.
Se questo, per giustificati motivi di operatività, non fosse possibile, si dovranno scegliere le migliori tecnologie applicabili per la tipologia di lavorazione specifica. Se vi è anche una sola possibilità di procedere all'installazione di impianti con punto di prelievo alla fonte, non si potranno scegliere altre soluzione (ad esempio “ricambi aria generali”) per risolvere le problematiche di risanamento ambientale.  

Normalmente prima di effettuare una scelta, è necessario valutare le necessità di quanto deve essere posto sotto aspirazione, dagli spostamenti alle manipolazioni necessari in fase di lavorazione.

Ad esempio:
-   per un manufatto di grandi dimensioni e peso che debba subire interventi su tutta la sua superficie, si dovrà valutare la scelta di un dispositivo che offra l’aspirazione evitando il continuo posizionamento del punto di captazione o il continuo spostamento del manufatto stesso. Si potrà quindi valutare l’impiego di un piano aspirante, di una zona compartimentata, ecc.
-   Per il trattamento su un dipinto di grandi dimensioni, sarà inutile utilizzare una parete aspirante in zona “aperta”, poiché questa viene coperta dal quadro, impedendo il flusso d’aria che come dice la normativa “deve allontanare l’inquinante dall’operatore per poi procedere alla captazione”. Si dovrà quindi necessariamente valutare la creazione di un ambiente chiuso con flusso di ricambio aria ottimale o, in caso di piccoli ritocchi sulla superficie, l’impiego di attrezzature di captazione autoportanti posizionabili secondo necessità ( esempio bracci aspiranti ).

-   In caso di presenza di un operatore, non si devono utilizzare dispositivi sospesi (cappe aspiranti tipo “cucina”), poiché questi favoriscono il sollevamento e/o l’ascesa di componenti che inevitabilmente vengono a contatto con le vie respiratorie dell’addetto.  

Una volta che si è proceduto alla scelta del sistema di captazione, si dovrà procedere alla scelta della tipologia del sistema filtrante, se necessario, e del sistema aspirante che permette la movimentazione del flusso d’aria.
Non volendosi dilungare nei molteplici aspetti tecnici legati a questi due fattori, che solitamente sono lasciati agli operatori del settore, si dovrà valutare la possibilità del reintegro dell’aria nell’ambiente, o della sua espulsione all’esterno.
Quest’ultimo fattore solitamente è motivo di discussione tra l’utilizzatore, il fornitore e gli enti di controllo.
Infatti si può pensare erroneamente che questi non consentano in modo assoluto l’impiego di dispositivi che contemplino il reintegro o ricircolo di aria negli ambienti, ma giustamente ne vietano l’utilizzo in caso di particolari sostanze e di particolari condizioni lavorative.
Vero è che molte volte viene scelta la soluzione con espulsione all’esterno, per una semplificazione della gestione da parte dell’utilizzatore ma anche per una semplificazione burocratica e di responsabilità verso gli organi di controllo che sempre devono rilasciare l’autorizzazione all’impiego dei sistemi e delle lavorazioni.
La scelta di un sistema centralizzato, se ben dimensionato, porta sicuramente ad una condizione ottimale per l’aspirazione su una data tipologia di lavorazione.
Infatti, in base a quest’ultima si deve scegliere la tipologia di captazione, calcolare le giuste perdite di carico e potenze elettriche dell’aspiratore, i corretti sistemi filtranti e il loro dimensionamento, che porta alla sicurezza di avere un sistema studiato appositamente per la propria problematica.
Questo non avviene per un sistema carrellato che solitamente prevede l’utilizzo di un sistema di aspirazione standard applicato ad una certa tipologia di lavoro e di conseguenza a volte può risultare sovradimensionato o sottodimensionato con la necessità di agire su serrande di regolazione o in alternativa prevedere un sistema di regolazione (variatore o Inverter) per il ventilatore.
Certo è che per alcune tipologie di lavorazione questo può risultare sufficiente, ad esempio per impieghi su attività non legate alla produzione o in ogni caso saltuarie e non legate ad una postazione specifica di lavoro, considerando inoltre che il suo utilizzo non comporta modifiche a strutture o impiego di personale specializzato per l’installazione, ma in ogni caso bisogna saper riconoscere le differenze sostanziali dei sistemi e i loro pregi e difetti.
Si consideri comunque che anche utilizzando sistemi carrellati si devono garantire adeguati ricambi d’aria all’interno del laboratorio, utilizzando ventilatori elicoidali a parete o a finestra, o torrini di estrazione a tetto che avranno il compito di eliminare l’aria viziata per far posto ad aria pulita che dovrà necessariamente essere reintrodotta in modo naturale o forzato.
Attenzione comunque che non per tutte le sostanze utilizzate nelle lavorazioni, o inquinanti prodotti da esse, è consentito la tipologia di apparecchiature con ricircolo di aria in ambiente.
Qualora invece si decida di canalizzare l’espulsione si dovrà rispettare le normative che la regolamentano.  

Concludendo, la strada per una corretta scelta di apparato o impianto aspirante non è unica o standard per tutte le lavorazioni ma cambia  e deve essere valutata caso per caso usando la conoscenza delle normative, delle tipologie di lavoro, dei componenti utilizzati, le loro concentrazioni, delle apparecchiature a disposizione sul mercato, e confrontandosi su tutti gli aspetti che ogni figura professionale interessata può portare per ottenere la miglior soluzione che rappresenti la sicurezza dell’ambiente e di chi vi opera ogni giorno, nel rispetto delle norme legislative e comportamentali.
In sintesi, consiglio di rivolgersi sempre a tecnici - consulenti specializzati.  

Consulente Tecnico
Paulotto Roberto     
Iscritto al n° 1069 Ruolo Periti ed Esperti C.C.I.A. VI
Collaborazioni:
- Confindustria Vicenza

- Leonardo srl  - Gruppo Sicura
- Ecoricerche Sicurezza srl
- Studio Centro Sicurezza Ambiente srl

- Progetto Sicurezza Ambiente snc
         

Vedere sotto alcuni esempi di realizzazioni:
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