40.2 Chimica e Ricerca - Quello che rimane...

18/02/15

Da anni la tecnica di disinfestazione anossica viene proposta come la più avanzata metodologia per l’eliminazione di insetti infestanti da biblioteche, archivi, musei, e perfino dalle collezioni private. Si tratta di una tecnica che presenta non solo grande efficienza, ma anche una totale assenza di tossicità, come si è rimarcato durante i numerosi incontri tecnici tenutisi sull’argomento. In particolare l’anossia si pone come l’alternativa a rischio zero rispetto alle sostanze chimiche, che presentano sempre, anche se a livelli diversi, una certa tossicità, talvolta associata a cancerogenità.
Vogliamo portare alla ribalta, riassumendo un recentissimo studio pubblicato su Studies in Conservation [1], il problema relativo ai residui dei pesticidi utilizzati per le disinfestazioni.

Gli autori si sono chiesti se tali residui potevano rappresentare un pericolo per chi lavora quotidianamente negli ambienti in cui gli oggetti sono conservati, riferendosi in particolare alle collezioni di manufatti tessili; materiali che, come tutti noi sappiamo, possono assorbire nelle fibre svariate sostanze, e rilasciarle poi nel tempo.
Lo studio è stato condotto in uno dei più grandi musei europei, il Deutsches Historisches Museum (DHM) di Berlino che, nonostante sia stato distrutto al termine della II Guerra Mondiale, raccoglie oggi collezioni imponenti di oggetti di tutti i tipi, ed anche abiti civili e militari, tra cui 3500 uniformi e bandiere [2]. La finalità della ricerca era capire se sulle fibre sono depositate sostanze tossiche, e se queste sono anche diffuse negli ambienti di esposizione e stoccaggio.
E’ noto che in passato siano stati utilizzati pesticidi a base di arsenico, mercurio e piombo, oltre a molecole organiche clorurate. Sono stati quindi misurati i livelli di questi inquinanti (il cloro come riferimento per gli organici), su sette diversi substrati (lino, cotone, lana, seta, fibra sintetica, cuoio e pelliccia), provenienti da 112 oggetti militari e civili.
La tabella sottostante raccoglie le informazioni dei pesticidi utilizzati in passato al DHM, così come in moltissimi altri musei e archivi, e non solo, considerato che il naftalene è stato commercializzato con il nome “naftalina”, che tutti abbiamo usato, ma che risulta commestibile solo se ti chiami Eta Beta…  

Valori inerenti la pericolosità delle sostanze insetticide
   
                                     
  LD50 orale ratto mg/kg                                                  Cancerogenità                         Pressione di vapore Pa (20°C)
p-diclorobenzene                      500                           Nocivo                          Sospetto - Carc.Cat.3                                     170
Naftalene
                                 
  490                           Nocivo                          Sospetto - Carc.Cat.3                                         4

PCP
                                              
27                          Tossico                         Si - STOT RE 2*                                           0.008

Lindane
                                 
76-125                          Tossico                         Si - STOT RE 2*                                               5.1
DDT                                               113                         Tossico                         Sospetto - Carc.Cat.2                               0.00045
MXC metossicloro                    1860                          Nocivo                          Sospetto - Carc.Cat.3                                    <10-5
 

* STOT RE 2 =
Tossicità specifica per organi bersaglio - esposizione ripetuta Categoria di pericolo 2
     

Alcune delle sostanze riportate in tabella presentano anche tossicità per la riproduzione, effetti sull’allattamento o attraverso la lattazione, ed altre conseguenze poco gradevoli.

Le misure dei ricercatori tedeschi sono state condotte per via gascromatografica (GC-MS), con fluorescenza ai raggi X (XRF), e in alcuni casi con Spettrometria di Assorbimento Atomico (AAS), ed hanno mostrato una bassa presenza di arsenico e mercurio, assieme ad una concentrazione maggiore di piombo, ma non tale da suscitare preoccupazioni.
Va tenuto conto che questi metalli pesanti potevano essere presenti in alcuni reattivi utilizzati nella realizzazione dei manufatti, come la concia dei cuoi, e questo spiega alcune anomale risultanze.
Più preoccupante, invece, il dato relativo al cloro, che è risultato ubiquitario, e su alcuni manufatti anche con alti livelli. Su alcune fibre e sulla polvere sono state individuate direttamente tracce di MXC e di un secondo insetticida (Eulan BLN).
Sono state anche effettuate misure ambientali, che hanno mostrato bassi livelli di cloro nelle aree di esposizione, ma concentrazioni preoccupanti nel caso dell’interno delle vetrine, segno evidente che le molecole clorurate, trattenute per anni nelle fibre tessili, vengono progressivamente rilasciate, e che in una area chiusa e senza ricambio d’aria, questo può generare un pericoloso accumulo.  

Risultati delle misure delle emissioni nel museo
   
                                Aria negli ambienti (μg/m3)
                     
Aria nelle vetrine (μg/m3)                 Limiti di esposizione (μg/m3)

Naftalene
                  
            0-9                                                         8-425                                                   500

p-diclorobenzene
                 
0                                                           4-84                                                   6000

Lindane
                                  
0                                                           4-9                                                       100
 

Anche per il cloro ci possono essere altre fonti, come i mordenti impiegati nella tintura delle stoffe, il sudore depositato da chi ha indossato gli abiti, e l’inquinamento dell’aria, ma le superiori concentrazioni in ambienti chiusi, e l’individuazione delle molecole stesse, è una conferma della presenza di questo tipo di sostanze, possono essere inalate dai professionisti addetti alla movimentazione degli oggetti contenuti nei depositi e nelle vetrine.                                                                                               
Bibliografia  
1)     Krug S., Hahn O.; “Pesticides at the German Historical Museum  Studies in Conservation, Vol.59, n°6, November 2014.
2)     http://www.dhm.de/en/collections-research/sammlungen0/militaria-ii.html
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