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40.3 Chimica e Ricerca - Progetto IMAT: conclusa la ricerca

40.3 Chimica e Ricerca - Progetto IMAT: conclusa la ricerca

18/02/15

Si è concluso lo scorso 30 ottobre il progetto di ricerca triennale, lanciato nel 2011 nell’ambito del Settimo Programma Quadro della Commissione Europea (FP7), e denominato IMAT, che ha visto impegnato un pool di istituzioni e società di 5 paesi europei, ed esattamente:
- Università di Firenze (coordinatore Ing.Rocco Furferi)
- Tomas Markevicius (Lituania) & Nina Olsson (USA)
- Future Carbon (Germania)
- Laura Amorosi Restauro (Italia)
- Stichting Restauratie Atelier Limburg SRAL (Olanda)
- Lorenzo Conti (Italia)
- Nardini Editore (Italia)
- C.T.S. Srl (Italia)
- Sefar (Svizzera)
- Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli (Italia)
- Lietuvos Dailės Muziejus (Lituania)

IMAT è un innovativo dispositivo termoelettrico scaldante portatile progettato per essere impiegato nel campo della conservazione dei beni culturali. E' composto da diverse tipologie di tappeti scaldanti, sottili ed intercambiabili, basati su nanotubi di carbonio o nanoparticelle di argento.
Questo permette al dispositivo IMAT di scaldarsi istantaneamente, ed in modo omogeneo in tutta la superficie, una volta alimentato elettricamente in maniera adeguata. Gli IMAT sono dotati di una serie di elettrodi paralleli disposti in modo ottimale al fine di ottenere il corretto riscaldamento dell'intero dispositivo. Inoltre, sono stati progettati in modo da essere estremamente flessibili e morbidi, così da poter essere facilmente adattati a superfici curve e in generale non-planari.
Grazie alle eccezionali caratteristiche dei nanomateriali impiegati, IMAT può essere realizzato in varie dimensioni e varie tipologie: IMAT è, ad esempio, traspirante quando i nanomateriali sono applicati su tessuti ed è invece trasparente quando si impiegano nanotubi di argento. I dispositivi scaldanti sono controllati da una consolle appositamente progettata che garantisce una elevata accuratezza del controllo della temperatura; un monitor touchscreen permette, in particolare, di impostare la temperatura desiderata e di controllare il riscaldamento del dispositivo, che può raggiungere, con una accuratezza di 1°C, fino a 75° C nel caso dell’IMAT-S, la tipologia standard. Siamo poco al di sopra della temperatura massima richiesta per la maggior parte dei trattamenti termici comunemente effettuati per il restauro di opere su carta, dipinti, tessuti e altri manufatti in generale.

Relativamente alle tipologie di IMAT traspirante (denominato IMAT-B) e IMAT trasparente (denominato IMAT-T) si possono riassumere, di seguito, le caratteristiche tecniche:
IMAT-B
è basato su una rete ricoperta di nanotubi di carbonio, rivestita da uno strato di silicone, progettata per lavorare a basso voltaggio, lavorando in un range di temperature da 25ºC a 50ºC.  Permette la migrazione di vapore ed aria in combinazione con un leggero riscaldamento, metodologia spesso utilizzata nei trattamenti conservativi.
IMAT-T è costituito da un substrato tessile composto da polietilene naftalato (PEN), rivestito con nanoparticelle di argento. Tale materiale, oltre che consentire una trasparenza superiore all'80% permette di ottenere la temperatura desiderata per il trattamento termico impiegando un voltaggio di soli 36V.  

Diversi prototipi di IMAT sono stati applicati dai restauratori che componevano il testing-group in trattamenti su dipinti, tessili e carta, sperimentando la nuova attrezzatura e sviluppando delle nuove metodologie.
 

- IMAT-S per il trattamento del dipinto Maria Luisa infante di Spagna di Lorenzo Tiepolo,  sec. XVIII,  olio su tela, Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze.

- IMAT-S per il tensionamento e recupero della planarità di un dipinto raffigurante San Girolamo, olio su  tela di autore ignoto, Italia, sec. XVIII.
- IMAT-B con una membrana traspirante all’umidità Polartec Neoshell™ su di un dipinto del sec. XVII di André Bouys.
- IMAT-S con una tavola aspirante per il trattamento di un dipinto del XX secolo di Chuck Close.
- IMAT-S per il trattamento di un dipinto su tavola spagnolo del XV secolo.
- IMAT-S per il trattamento di un dipinto foderato a cera.
- IMAT-T per il trattamento enzimatico su una stampa su carta del XVIII secolo.

Una serie di incontri tecnici, aperti a tutti gli operatori del settore restauro, hanno permesso a tutti gli interessati di valutare i vari prototipi, e di discutere le eventuali applicazioni con i restauratori che li hanno testati nel corso del progetto.
Questa la scaletta degli incontri svolti:
Vicenza          16 ottobre
Milano            22 ottobre
Roma             30 ottobre
Napoli             31 ottobre
Firenze           13 novembre (nell’ambito del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze)
A questi va aggiunta la partecipazione al XII Congresso IGIIC “Lo Stato dell’Arte”, tenutosi a Milano (Brera) dal 23 al 25 ottobre.
Nel corso del Salone dell’Arte e del Restauro, il Progetto IMAT ha anche ricevuto il premio per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie applicate ai beni culturali, e le foto descrivono due momenti della premiazione. Nella prima foto Emanuele Amodei consegna il premio, nella seconda il team (quasi) al completo: da sinistra a destra Lapo Governi e Rocco Furferi (Università di Firenze), Tomas Markevicius, Nina Ollson, Laura Amorosi, Veronica Balzani, Leonardo Borgioli (CTS), Lorenzo Conti e Kate Seymour (SRAL).
La risposta degli intervenuti è stata molto positiva, e abbiamo raccolto commenti e dati che verranno utili nell’ulteriore sviluppo del sistema.    

Nota finale: IMAT non è ancora disponibile, in quanto stiamo valutando le modalità di passaggio dai prototipi alla produzione in serie. Vi terremo informati, sempre dal sito o dalle pagine del Bollettino CTS.      
    
                                                                                             
Bibliografia

L. Amorosi, V. Balzani, L. Borgioli, L. Conti,  T. Markevicius,  N. Olsson; IMAT: IL CALORE CONTROLLATO,  Atti del  XII Congresso Nazionale IGIIC – Lo Stato dell’Arte – Milano, 23-25 ottobre 2014.

N. Olsson, T. Markevicius, K. Seymour, L. Amorosi, V. Balzani, L. Conti, E. Kiele, H. Meyer, R. Furferi, THE IMAT: A NEW PERFORMANCE TOOL FOR HEAT TRANSFER AND INNOVATIVE APPLICATIONS FOR ART CONSERVATION, Poster, 42nd Annual Meeting of American Institute for Conservation (AIC), San Francisco, USA, 2014

T. Markevicius, H. Meyer, K. Saborowski, N. Olsson, R. Furferi, CARBON NANOTUBES IN ART CONSERVATION - International Magazine of Conservation Science, 2013 ISSN: 2067-533X Volume 4, Special Issue, 2013

L. Amorosi, L. Conti, V. Balzani, N. Olsson, T. Markevicius, IL CALORE E L’OPERA D’ARTE. Collore e Conservazione 2012, poster at CESMAR7 Conference, Università degli Studi di Parma, Italy, 2012

N. Olsson, T. Markevicius, La coperta termica come alternativa alla tavola scaldante: verso il nuovo impianto mobile accurato termico (IMAT) ad alta precisione per il restauro strutturale delle opere d’arte mobili policromi,  Atti del  VIII Congresso Nazionale IGIIC – Lo Stato dell’Arte – Venezia, 16-18 Settembre 2010.
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