43.1 Nuovi Prodotti - Il futuro della pulitura si chiama Nevek

18/05/16

Il futuro della pulitura si chiama Nevek®

Le proprietà estrattive e supportanti dell’Agar-Agar sono note ormai da diversi anni, e sono state sfruttare per realizzare puliture su ogni genere di substrato. La sua principale caratteristica è quella di formare gel rigidi, utili quando è necessario utilizzare l’acqua in forma addensata.
Fornendo calore, le catene del polisaccaride di Agar-Agar in dispersione acquosa si distribuiscono casualmente, dando una soluzione fluida, mentre con il raffreddamento si ordinano, formando delle strutture tubulari responsabili del caratteristico gel rigido, all’interno delle quali le molecole d’acqua possono muoversi.
Il processo di gelificazione può essere invertito indefinitamente scaldando e raffreddando, ed è per questo che si parla di gel termoreversibili.
Questi gel sono stati presi in esame fin dagli anni ’60, ma solo recentemente sono stati condotti studi approfonditi sulle loro caratteristiche e le loro potenzialità nella pulitura dei manufatti artistici [1,2,3,4]. Dopo un attento studio sulle varie tipologie di Agar-Agar presenti sul mercato, CTS ne ha selezionata una particolare, dove le proprietà pulenti sono ottimizzate e la rimozione risulta più semplice, che è stata commercializzata con il nome di Agar Art, descritto
nei numeri del Bollettino C.T.S.: 20.2, ottobre 2009, 32.2, ottobre 2012, 39.2, agosto 2014.
 

Anche se Agar Art ha avuto un buon riscontro commerciale, ed è stato utilizzato per la pulitura anche di ampie superfici [5,6], le potenzialità di questi sistemi di pulitura non sono state pienamente sfruttate.
Sicuramente uno dei fattori che ne ha rallentato la diffusione è la laboriosità della preparazione: la polvere va pesata e dispersa in acqua, si deve poi scaldare per una decina di minuti, quindi inserire i reattivi che non possono essere scaldati; applicare poi a pennello prima del raffreddamento, oppure formare delle lamine solide da appoggiare sulle superfici, se la situazione lo permette. Nel caso si voglia procedere a caldo, e che il gel si sia solidificato nel contenitore, nel corso dell’applicazione, è necessario scaldarlo nuovamente, magari avvalendosi di un forno a microonde. Come spesso accade certe operazioni che risultano semplici in laboratorio, diventano un tormento su cantiere, e si preferisce optare per altre situazioni più semplici, come il classico impacco con polpa di cellulosa o seppiolite.
Un'altra situazione che presenta analoga difficoltà è quella relativa ai piccoli test preliminari: si vorrebbe capire, effettuando piccoli tasselli di prova, l’efficacia di certi reagenti e la tipologia dello sporco da rimuovere. La procedura di preparazione dei gel di Agar Art risulta troppo laboriosa per condurre questi test, specie se si effettuano prima dell’installazione del cantiere.  

Riflettendo su queste oggettive difficoltà, e basandosi sulle esperienze della società Aconerre, si è giunti a formulare un gel in forma omogeneizzata, utilizzabile sia a freddo che a caldo, in cui risulta estremamente semplice dissolvere i vari reagenti, dalle soluzioni acquose ai solventi.
E’ evidente che con quest’ultima proprietà ci troviamo di fronte ad un prodotto ancora più versatile. Questa nuova formulazione, denominata NEVEK, permette quindi di superare le complessità nell’uso dell’Agar, ampliando le possibilità operative e semplificando le procedure.
Derivato da un’alga marina ed esente da materiali di sintesi, NEVEK non presenta rischi di tossicità, se manipolato correttamente, ed è un materiale ecosostenibile. 

Come avveniva per i gel di Agar Art, anche NEVEK trattiene fortemente l’acqua, consentendo di effettuare puliture acquose delle superfici, rimuovendo sostanze idrosolubili senza rilasciare acqua libera in profondità, ed evitando quindi la migrazione di eventuali sali contenuti nei supporti.
L’acqua va infatti a bagnare l’interfaccia tra il gel e la superficie, e la sua penetrazione nella struttura porosa del materiale (gessi, materiali lapidei, affreschi, dipinti), risulta quindi limitata.

Tutti i settori del restauro possono essere interessati dalle particolari proprietà di questo sistema, dato che NEVEK può supportare sia soluzioni acquose, sia tutti i tipi di solventi, polari e apolari.    

Tra le possibili applicazioni citiamo le principali.
-   Asportazione di sporco e di residui di vecchie colle e protettivi da superfici lapidee, gessi, pitture murali, dipinti su tavola e tela, carta, legno anche policromo,
    terrecotte, reperti archeologici….
-   Estrazione di sali da superfici lapidee, mosaici, reperti archeologici e pitture murali.
-   Rimozione di vernici da legni anche policromi, dipinti su tavola e tela e materiali lapidei.
-   Apporto di umidità con elevato controllo della diffusione dell’acqua liquida.

NEVEK
funziona anche come una spugna, assorbendo al suo interno il materiale solubilizzato, così come avveniva con i classici gel di Agar Art, ma presenta alcuni vantaggi rispetto al classico gel rigido:
 
  1. è pronto all’uso e non richiede le procedure di preparazione dell’agar in polvere (pesata dei componenti, solubilizzazione e riscaldamento)
  2. ha minore capacità di adesione ed è particolarmente adatto per le superfici sensibili (in presenza di sollevamenti, disgregazioni, sensibilità al calore)
  3. è possibile additivare solventi organici, anche apolari come la ligroina, creando un gel che si comporta analogamente ad una emulsione di olio in acqua.
  4. può essere ugualmente usato fluido, dato che con il calore il gel termoreversibile si tramuta nello stato liquefatto.

NEVEK
è pronto all’uso, viene steso a mano o tramite spatole, e grazie alla sua tixotropia questo è possibile anche su superfici verticali. Grazie alla sua struttura si adatta perfettamente a tutte le superfici, anche irregolari, ed è facile da rimuovere, ad esempio con un semplice pennello asciutto.
Data la sua scarsissima adesione, la sua azione è estremamente delicata, e non si ha quindi il rischio di distacco di frammenti; la rimozione viene ulteriormente semplificata interponendo un foglio di carta giapponese. Non è necessario sciacquare le superfici, in quanto il prodotto non lascia residui.  

NEVEK
può essere riscaldato in un forno a microonde o in un bagnomaria, ottenendo una fase fluida che può essere distribuita sulle superfici con un pennello e lasciata raffreddare. In questo modo si riforma il gel che segue perfettamente le scabrosità della superficie e assorbe lo sporco idrosolubile. Questo viene poi rimosso meccanicamente sollevando delicatamente la pellicola, dal centro verso le parti esterne, aiutandosi magari con bastoncini di legno.

In caso di necessità il prodotto può essere modificato inserendo sostanze che ne potenzino l’attività, fino ad un massimo del 50% del peso, usando un semplice mixer per incorporarle uniformemente:
  1. Possono essere aggiunte soluzioni acquose di tensioattivi, chelanti, acidi e basi come per altri gel; il rilascio della soluzione e l’effetto di queste sostanze sarà circoscritto alla superficie, limitando la penetrazione negli strati sottostanti.
  2. Possono essere aggiunti solventi di varia polarità da valutare con prove preliminari. Anche in questo caso si limita il rilascio del solvente negli strati sottostanti.
Dopo queste aggiunte il gel non può più essere riscaldato.
I tempi di contatto, da stabilire ogni volta con test di valutazione, dipendono principalmente dal tipo di substrato, dal materiale da rimuovere, dalle condizioni ambientali, e da come si è modificato NEVEK.  

Esempi applicativi

- Pulitura di gessi, superfici lapidee e pitture murali.
I gel di agar sono da tempo utilizzati  su gessi e materiale lapideo, anche con l’aggiunta di additivi come tensioattivi e chelanti. La versatilità del sistema di pulitura fornisce gli strumenti per mettere a punto varie metodologie di applicazione in grado di adeguarsi alle molteplici problematiche riscontrabili. Un esempio è quello dei marmi del Tornacoro nel Duomo di Milano [9]. Più recente è l’applicazione su superfici affrescate o stesure pittoriche realizzate a secco, come nel caso delle pitture murali trecentesche nella Cappella del Monastero di Pedralbes a Barcellona [10].

- Rimozione di sali dal materiale lapideo:
applicare il prodotto sulla superficie e rimuovere dopo alcune ore. Uno studio condotto dal CNR [8], attesta che l’efficacia di NEVEK è paragonabile a quella del gel steso a caldo e che entrambi sono più efficienti rispetto alle applicazioni di gel preformati. Si può potenziare l’efficacia con l’aggiunta di agenti complessanti come EDTA o citrato d’ammonio.

- Preparazione di uno sverniciatore a bassa tossicità:
aggiungere a NEVEK una quantità non oltre il 50 % del peso di solventi selezionati in base al tipo di vernice da rimuovere, fino a raggiungere l’omogeneità. Applicare sulla vernice per tempi da determinare di caso in caso, quindi asportare meccanicamente la pellicola di NEVEK e la vernice rigonfiata. 

- Rimozione di vecchie pellicole di vinavil dal retro di una tela:
aggiungere a NEVEK una miscela 1:1 di acetone e alcool etilico, in quantità non superiore al 50%. Miscelare fino a raggiungere l’omogeneità. Applicare sulla pellicola di vinavil. Dopo alcune ore la pellicola rigonfiata si stacca facilmente dalla tela, senza che i solventi siano penetrati negli strati sottostanti.    


BIBLIOGRAFIA


1.     E. Campani, A. Casoli, P. Cremonesi, I. Saccani, E. Signorini. L’uso di Agarosio e Agar per la preparazione di “Gel Rigidi” – Use of Agarose and Agar for preparing “Rigid Gels”, Traduzione di Diane Kunzelman. Quaderni del Cesmar7, n.4, Il Prato, Padova 2007.
2.      M. Anzani, M. Berzioli, M. Cagna, E. Campani, A. Casoli, P. Cremonesi, M. Fratelli, A. Rabbolini - D. Riggiardi. Gel rigidi di Agar per il trattamento di pulitura di manufatti in gesso - Use of Rigid Agar Gels for Cleaning Plaster Objects, Quaderni del Cesmar7, n.6, Il Prato, Padova 2008.

3.     
M. Anzani, A. Rabbolini Il restauro del materiale lapideo con i gel di Agar Agar: il gesso “La bella Pallanza” e il marmo “Busto di donna”di Paolo Troubetzko y, in Lo Stato dell’Arte , Atti del VII Congresso Nazionale IGIIC, Napoli, 8-10 Ottobre 2009, Nardini Editore, Fi 2009.

4.      M. Anzani, Utilizzo dei gel rigidi ai agar agar per la pulitura del materiale lapideo, in  Musso, S.F., Tecniche di restauro. 2013: Utet Scienze Tecniche. PLT 43.

5.      M. Anzani, L.Borgioli, A. Rabbolini, A. Toniutti; “S.Eugenio a Milano, 120 mq di pulitura ad Agar Agar”,  Atti del IX Congresso IGIIC  “Lo Stato dell’Arte 9”, Cosenza, 13-15 ottobre 2011.

6.      A. Rava, W. Shank, P. Colombini, O. Chiantore, M. Picollo, V. Palleschi et alii  “Keith Haring a Pisa. Pulitura e protezione di un dipinto acrilico esposto in ambiente esterno”.Scienza e Beni Culturali XXVIII (2012).

7.      Sansonetti A., Casati M., Striova J., Canevali C., Anzani M., Rabbolini A.; “A cleaning method based on the use of agar gels: new tests and perspectives”  12th International congress on the deterioration and conservation of stone. New York; 2012. 

8.      Gulotta D., Saviello D., Gherardi F., Toniolo l., Anzani M., Rabbolini A., Goidanch S.; “Setup of a sustainable indoor cleaning methodology for the sculpted stone surfaces of the Duomo of Milan”, Heritage Science, 2014, 2:6.

9.       R. Senserrich-Espuñes , M. Anzani, A. Rabbolini, L. Font i Pagès: L’intervento con i gel di Agar sulle pitture murali del Trecento nella Cappella di Sant Miquel, al Monastero Reale di Santa Maria di Pedralbes di Barcellona. in Lo Stato dell’Arte, Atti del XIII Congresso Nazionale IGIIC - Torino 22/24 ottobre 2015 - Nardini Editore, Firenze, 2015.
 
-
-
-