6/3 Lavori in Corso - Biocidi a confronto

27/03/06

Nell’ambito del Salone del Restauro di Ferrara è stato presentato uno studio comparativo tra principi biocidi, effettuato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Friuli-Venezia Giulia. Lo studio è sorto a seguito delle prime limitazioni nell’utilizzo dei prodotti a base stagno in campo navale (come riportato nella Gazzetta Ufficiale n°111 del 15 Maggio 2003). E’ prevedibile che le limitazioni diverranno ancora più stringenti, e questo potrebbe rendere difficile l’applicazione di queste molecole, peraltro molto efficienti, anche nell’ambito del restauro.
Prima quindi che le necessità ecologiche costringano a repentini cambi di direzione, C.T.S. ha deciso di avviare un breve ma solido studio finalizzato all’individuazione di principi attivi alternativi, e di minor impatto ambientale.
Allo scopo di saggiare le attività antimicrobiche di tre biocidi alternativi, C.T.S. si è avvalsa dell’esperienza della Dottoressa Pressi dell’Istituto Ricerche Biotecnologiche (I.R.B.), che in un primo screening preliminare alla ricerca su campo, ha allestito gli antibiogrammi con i ceppi fungini, batterici, di attinomiceti ed algali, isolati in anni di ricerche e presenti sulle superfici di interesse storico-artistico.
Dai saggi effettuati si rileva che i tre biocidi analizzati presentano simili attività antimicrobiche nei confronti dei ceppi testati, e si mostrano particolarmente efficaci sui ceppi fungini.
In base alle prove di laboratorio si è deciso di utilizzare nelle prove in esterno e per tutti e tre i prodotti, concentrazioni pari al 5% per ottenere una efficace azione biocida.
Nelle foto sottostanti gli antibiogrammi relativi al ceppo batterico di Pseudomonas aeruginosa.  

Nel frattempo, grazie alla gentile disponibilità della Soprintendenza Archeologica del Friuli-Venezia Giulia, nelle persone della Soprintendente Dott.ssa Maselli Scotti e dell’ Arch.Annalisa De Comelli, si è individuato nel Teatro Romano di Trieste un’area che fosse esposta alle intemperie e contemporaneamente soggetta ad un continuo attacco microbiologico.
Le cariche batteriche totali superavano infatti, prima dei trattamenti, le 6500 UFC/cm2, mentre le cariche fungine arrivavano oltre le 500 UFC/cm2.
Sono stati individuati tre siti di prova, uno senza alcuna protezione dalle precipitazioni (area X), e due (area Y e area Z), in una zona coperta, con due differenti orientazioni, per verificare il comportamento anche senza l’influenza del dilavamento della pioggia.
Le applicazioni su campo hanno visto a confronto i tre biocidi alternativi derivanti dal primo screening di laboratorio (contrassegnati dalle lettere E, F, G), e quattro altri principi attivi tra i più utilizzati in Italia, e la cui efficacia è ormai ben nota, quali ad esempio i sali di ammonio quaternari (NEW DES), o i prodotti a base stagno (BIOTIN N e BIOTIN S). La tabella sottostante dà un quadro complessivo dei prodotti applicati, comprese le percentuali dei principi attivi, la loro diluizione e la concentrazione finale.

Sigla                  Principio attivo                         Solvente            % del preparato              % della soluzione              % del prodotto finale
 A             Benzalconio cloruro (New Des)              Acqua                     10                                      30                                         3 
 B            Naftenato di tributilstagno e sali               
Acqua                      55                                      2                                          1.1
               di ammonio quaternario (Biotin N)
 
 C        2-(idrossimetilammino) etanolo (TX 174)      Acqua                   100                                       2                                           2
 D        3-iodo-2-propinil-butil-carbammato e
           Tributile stagno ossido (Biotin S)
              Alcool etilico              33                                      4                                         1.32

 E        3-iodiopropinil-N-butilcarbammato,            
Alcool etilico               24                                      5                                         1.2
           2-n-ottil 4-isotiazolin-3-one e
           2-2’-ossidietanolo
 
 F        Dicloro 2-n-ottil 4-isotiazolin-3-one +         
Alcool etilico              10                                       5                                          0.5
           2-n-ottil 2H-isotiazolin-3-one
 
 G       2-n-ottil 2H-isotiazolin-3-one                      Alcool etilico               8                                         5                                           0.4
 H       Nessuno (bianco)                                       Alcool etilico                0                                        0                                           0

 


Il periodo della sperimentazione su campo è andato da una prima fase diagnostica nel Settembre 2004, alla successiva fase applicativa dell’Ottobre 2004, monitorata poi nell’arco di un anno intero, fino all’Ottobre 2005. Le analisi sono state di due tipi:
a) indagine al microscopio ottico effettuata su frammenti di patine superficiali.
b )analisi microbiologiche dei tamponi superficiali (secondo Normal 9/88)

Nelle aree non trattate, in tutti e tre i siti, si è sviluppato un fortissimo attacco di biodeteriogeni: al tempo 0 le cariche batteriche e fungine erano diminuite grazie all’iniziale trattamento di pulitura, che non ha però lasciato alcuna protezione.
Dai risultati ottenuti si può concludere che tutti i biocidi si mostrano efficienti subito dopo il trattamento, ma a distanza di un anno (e in alcuni casi anche dopo 6 mesi), la maggior parte delle aree trattate subiscono nuovamente la colonizzazione da parte di biodeteriogeni.
I prodotti risultati efficaci in tutte le situazioni risultano essere D (Biotin S), a base di un composto di stagno insolubile in acqua, che possiamo considerare come punto di riferimento di un prodotto ad alta efficacia nel tempo, ed E (che sarà commercializzato con il nome di Biotin R), che si presenta quindi come una valida alternativa ai prodotti a base stagno per la protezione sul lungo periodo.

Nota: il resoconto completo della sperimentazione è l’argomento dell’articolo “Indagini microbiologiche per la verifica dell'efficacia di alcuni biocidi esenti da metalli pesanti” pubblicato sul numero 37 (Primavera 2006) della rivista “Progetto Restauro” - Casa Editrice “Il Prato”.
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