9/1 I Nuovi Prodotti - Sempre più Aquazol

22/12/06

Uno dei nuovi prodotti per il restauro protagonisti del 3° Convegno “Colore e Conservazione” (tenutosi lo scorso Novembre a Milano), e che affianca per interesse il ciclododecano (vedi l’altro articolo di questo Bollettino) è il versatile Aquazol, introdotto nel nostro listino circa un anno fa e ancora sconosciuto ai più.

L’Aquazol, un poli-etilossazolo, è un polimero solubile in acqua ed anche nei solventi polari come alcoli e chetoni, ed è commercializzato in due diversi pesi molecolari, il 200 (peso molecolare 200.000 uma), ed il 500 (500.000 uma). Rimandiamo all’articolo del Gennaio 2006 del Bollettino CTS per una spiegazione più approfondita del suo utilizzo (link all'articolo)

Durante il Convegno milanese non solo due interventi orali hanno preso in esame le sue proprietà, ma anche ben 4 poster ne hanno descritto l’impiego su opere reali. Naturalmente l’intervento più interessante è stato quello del papà dell’Aquazol, ovvero Richard Wolbers, che lo ha proposto come plastificante permanente di altri polimeri (ad esempio Paraloid B-72).
L’intervento, dal titolo “Valutazione a breve e lungo termine delle proprietà e delle interazioni di adesivi e consolidanti”, è stato puntuale ed esauriente, come del resto tutti i lavori di Wolbers, anche se non nascondo che anche chi vi scrive l’ha seguito con una certa difficoltà per la grande massa di dati presentati.
Attendo quindi con ansia che la casa editrice Il Prato proceda alla pubblicazione degli atti, per poter rileggere con calma le numerose informazioni sui plastificanti che possono, in un modo o nell’altro, migliorare le proprietà di materiali che già utilizziamo.

Ma anche l’intervento di Buzzegoli, Landi e Minotti (Fenomeni di diffusione in un supporto poroso di materiali utilizzati per il consolidamento in opere di pittura. Proposte per un iter sperimentale), ha presentato notevoli spunti d’interesse, essendo incentrato sulla diffusione delle sostanze utilizzate come consolidanti degli strati pittorici, quali le colle di coniglio e di storione, il Beva 371, il Plexisol P-550, il Paraloid F-10, ed appunto l’Aquazol (200). Le prove di diffusione sono state effettuate considerando varie concentrazioni dei prodotti, applicati per capillarità o per caduta su provini di gesso alabastrino misto a silice micronizzata.


Tra i poster presentati voglio partire dalle prove meccaniche effettuate su campioni reali di tele degradate, consolidate con Aquazol, e presentate da Eugenìe Knight e dal sottoscritto.

Le misure sono state effettuate prima e dopo il consolidamento, ed i dati sono da prendersi con tutte le cautele, essendo stati rilevati su campioni singoli, ma sono già indicativi, come possiamo rilevare dalla sottostante tabella tratta dal poster dal titolo “Un nuovo polimero per il consolidamento”. Risulta evidente l’effetto consolidante, proporzionalmente maggiore per i campioni più degradati.

Campione                                                               Resistenza a trazione prima del            Resistenza a trazione dopo il
                                                                                consolidamento (newton)
                      consolidamento (newton)

Ritratto del Principe Adam Czartoryski                                     2.1                                                      7.7
Madonna con Bambino di N.Sabella                                        10.0                                                   16.0
Tela in lino degradata                                                              18.4                                                    23.8


Ci sono poi da registrare i poster di Cagna e Cuaz, che hanno utilizzato l’Aquazol 500 come consolidante dello strato pittorico, di Milton O’Connel che ha diversificato a seconda delle aree di intervento (usando oltre al 200 e al 500 anche il debole Aquazol 50), ed infine di Boracchi che lo ha iniettato sotto vuoto per consolidare la policromia di un Cristo ligneo.

Si ricorda anche che alcuni mesi fa, al Convegno del IG-IIC “Lo Stato dell’Arte 4”, un altro poster a firma di Barbara Ferriani e del sottoscritto, riportava l’impiego dell’Aquazol come adesivo per la riadesione di una pittura acrilica che si era distaccata dalla tela, in una complessa opera di arte contemporanea di Mario Merz.   
Inoltre, sempre a Siena, Nesi, Rossignoli e Salvioli descrivevano l’impiego dell’Aquazol 500 in miscela idroalcolica per il consolidamento del cuoio.


Interessante anche l’applicazione dell’Aquazol come medium per ritocco descritta nell’ articolo “Investigation and Conservation Treatment” di Metaxia Ventikou, del Far Eastern Department del Victoria and Albert Museum (www.vam.ac.uk), per il restauro di una rara statuetta cinese in terra cruda.

Altre applicazioni attendono di passare al vaglio delle analisi scientifiche, e la curiosità è incentrata sul comportamento nel tempo di questo adesivo, che si propone come una valida alternativa alla colla di coniglio e ai pochi polimeri idrosolubili oggi a nostra disposizione.

Leonardo Borgioli

Bibliografia
Borgioli Leonardo, Ferriani Barbara “Spicchi d’Igloo di Mario Merz” Atti del Congresso “Lo stato dell’arte 4”, Siena, 28-30 Settembre 2006.

Nesi Antonella, Rossignoli Guia: Salvioli Nicola “Sperimentazioni tecniche di restauro e conservazione dei cuoi del Museo Stefano Bardini” Atti del Congresso “Lo stato dell’arte 4”, Siena, 28-30 Settembre 2006, 239-245.

Per il poster “Un nuovo polimero per il consolidamento” di Borgioli e Knight e gli altri interventi del Convegno “Colore e conservazione” si attende l’uscita degli atti, curata dalla casa editrice “Il Prato” di Padova.

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