11/2 Nuovi prodotti - Silo all’acqua

28/06/07

Gli ultimi studi comparati sull’invecchiamento dei prodotti idrorepellenti applicati sui materiali lapidei hanno confermato le buone prestazioni dei silossani, in particolare rispetto alle resine acriliche.
I silossani sono una famiglia di polimeri con uno scheletro costituito da un’alternanza di atomi di ossigeno e di silicio; su questa catena sono innestati dei gruppi funzionali (-CH3, -C6H5, -CH=CH2,…), rappresentati dalla lettera R nella seguente struttura:
I gruppi terminali sono reattivi e permettono l’aggancio alla pietra. La natura dei silossani è determinata da:
     
  1. tipo di R (se R è un metile avrò silossani elastici e fluidi, se R è un fenile il polimero sarà più rigido,…)  
  2. lunghezza della catena.
Per il nostro utilizzo come idrorepellenti questo secondo punto è fondamentale! Infatti se la catene sono lunghe, ossia se il silossano è stato abbondantemente "prepolimerizzato", queste rimarranno sulla superficie, conferendo un immediato "effetto perlante", sicuramente scenografico! Il fenomeno è immediato perché il silossano non deve reagire: è sufficiente che il solvente evapori. Peccato che questo effetto sia destinato a durare relativamente poco, in funzione dell’aggressività atmosferica e dell’erosione delle superfici. Infatti, la rimozione (o la loro perforazione dovuta all’anidride solforosa SO2) dei micron più esterni dove è presente lo strato protettivo, lascia un’area sottostante non protetta. Per questo si sono osservati in passato dei fenomeni di rapida perdita di idrorepellenza: erano evidentemente stati utilizzati silossani a catena lunga, dall’effimero effetto perlante! CTS ha invece percorso, con il Silo 111, la strada del silossano oligomero reattivo, meno spettacolare ma più duraturo. Oligomero significa polimero a catena corta, corrispondente normalmente a poche decine di monomeri, dalle proprietà di alta penetrazione nella porosità. Per materiali porosi si può avere una impregnazione anche maggiore di 1 cm. Una volta distribuito nei pori, il prodotto deve reagire esattamente come fa il silicato d’etile, anche se con tempi molto inferiori; è però importante mantenere le superfici protette nel primo giorno, con temperature comprese tra 10 e 25°C. Gli oligomeri si fissano all’interno dei pori, o si legano tra loro dando catene più lunghe. Ecco perché per gli oligomeri reattivi l’idrorepellenza non si osserva dopo poche ore, ma dopo un periodo di 24-48 ore. È a questo punto chiaro che l’idrorepellenza risulta così non una proprietà dei pochi micron esterni, ma una caratteristica di uno strato esteso, dello spessore anche di alcuni millimetri. Questo è stato il punto di forza del Silo 111 (che ha come solvente il white spirit dearomatizzato), e questo è anche la caratteristica del nuovo Silo 112, dove il silossano viene disperso in acqua demineralizzata grazie a speciali tensioattivi non-ionici. Il Silo 112 può essere applicato su vari supporti, dagli intonaci alle pitture murali, dal cotto alle pietre naturali, sia di natura carbonatica che silicatica; è possibile trattare anche supporti ad elevata alcalinità quali cementi e malte a calce recenti (in questi casi la penetrazione è però ridotta); la penetrazione è ridotta anche se i supporti sono umidi, dato che la presenza di acqua fa in un certo senso da "tappo". In questo caso è invece impossibile utilizzare il Silo 111. Un altro caso problematico (anche e forse più per il Silo 111), è quello di una superficie da trattare esposta all'irraggiamento diretto del sole. A seguito di una troppo rapida evaporazione del veicolo acquoso si può verificare un richiamo del prodotto verso la superficie e quindi un accumulo con conseguenti effetti cromatici indesiderati. Infine, il Silo 112 può essere utilizzato per iniezione in murature che presentano problemi di risalita capillare o per idrofobizzare le malte che sono soggette all’azione aggressiva dell’acqua. Analogamente al Silo 111, anche il Silo 112 si può applicare sia a pennello che a spruzzo. Naturalmente alcuni vantaggi legati al solvente acqua (assenza di tossicità, non-infiammabilità, maggior facilità di spedizione del materiale, possibilità di lavare strumenti e contenitori con sola acqua), verranno esaltati dalle future normative europee che renderanno sempre più dura la vita ai prodotti a solvente. Non dobbiamo però dimenticare alcuni limiti legati alla presenza di acqua, quali:
     
  • la solubilizzazione dei sali contenuti nei supporti, che potrebbero sciogliersi, migrare e ricristallizzare in superficie; in questo caso sarebbe meglio desalinizzare i manufatti.  
  • nel caso di applicazione su pitture murali, il rischio di solubilizzare o rigonfiare gli eventuali colori a tempera presenti;  
  • come per tutti i silossani, una volta reagiti, anche quelli all’acqua sono irreversibili.
A fronte di queste considerazioni, diventa indispensabile eseguire dei test preliminari su campioni del materiale che si vuol trattare, anche con lo scopo di poter verificare la quantità di materiale da impiegare (solitamente compresa fra 0,3-0,8 l/mq) Riassumendo i vantaggi del Silo 112, possiamo elencare:
     
  • una significativa riduzione dell'assorbimento d'acqua e protezione dalla pioggia battente  
  • una protezione contro l'accumulo di agenti inquinanti aggressivi per le superfici  
  • ottima permeabilità al vapor d'acqua  
  • assenza di effetti filmogeni  
  • assenza di variazioni cromatiche dopo l’applicazione e di ingiallimenti nel tempo  
  • buona durata del trattamento  
  • assenza di tossicità e di odore  
  • non-infiammabilità
Nel caso di materiali molto compatti (marmi non degradati) si raccomanda comunque l’uso di Silo 111. Qualora le superfici si presentassero molto danneggiate con tendenza allo sfarinamento, si deve eseguire un trattamento preliminare di consolidamento con il prodotto ESTEL 1000 della C.T.S. S.r.l., e applicare il Silo 112 dopo 3-4 settimane. Al Silo 112 (come per il Silo 111), nel caso si voglia preservare le superfici dagli attacchi microbiologici e dalle alghe, è possibile aggiungere un prodotto come il Biotin T, contenente principi attivi idrodisperdibili. Il Biotin T deve essere aggiunto nel Silo 112 nell’ordine del 2% in peso (20 grammi per litro di Silo 112).
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