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21.2 Ci Sono Anch'io - Ligroine, che passione!

21.2 Ci Sono Anch'io - Ligroine, che passione!

18/01/10

L’amico Paolo Cremonesi ha in un suo recente articolo riportato sotto i riflettori la ligroina, o meglio, la complessa famiglia delle ligroine, mettendo chiarezza in un campo piuttosto complesso come quello delle schede di sicurezza e delle normative sulle etichettature.
Sono pienamente d’accordo con lui quando afferma che nelle schede di sicurezza sono presenti imprecisioni che non ci aspettiamo da grandi imprese multinazionali, e contraddizioni spesso incomprensibili.
Purtroppo in dieci anni di attività come responsabile dell’Ufficio Tecnico CTS mi sono reso conto che sotto molti aspetti siamo più pignoli e rigorosi noi che non i “grandi” della chimica internazionale.
Un esempio che ci riguarda da vicino, dato che CTS ha da anni trattato le ligroine pure per analisi Carlo Erba. Una scelta dettata dalla bassissima quantità di benzene contenuta (inferiore allo 0,1%), e di conseguenza dall’assenza di rischi di cancerogenità.
Questo è facilmente confermabile andando a verificare la prima versione della scheda di sicurezza (CH1397 del 18.3.2003), che non riporta la frase di rischio R45Può provocare il cancro”.
Purtroppo, con una successione di eventi ben descritti da Cremonesi, dalla fine del 2006 l’Europa introduce nuove regole e l’Italia si adegua, con il recepimento di una nuova classificazione dei prodotti chimici, che come alcuni di voi sanno ha portato ad un aggiornamento delle schede tecniche che devono rispondere alla normativa REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals).
In questa nuova classificazione le ligroine sono considerate Cancerogene di Categoria 2, sigla Carc.Cat.II (che indica quindi la sospetta cancerogenità), a cui si associa la famigerata frase R45.  Questo perché il termine generico ligroina include anche frazioni del petrolio con alti contenuti di aromatici ed, implicitamente, di benzene!
Se però il contenuto di benzene è inferiore allo 0,1% il rischio non è significativo, e viene a cadere la necessità dell’etichettatura con R45 e Carc.Cat.II.
Come tutti gli aggiornamenti anche quello al REACH procede progressivamente, magari favorendo i prodotti di maggior importanza (per fatturato), e lasciando indietro quelli di minor interesse. Questa è la procedura seguita dalle grandi case produttrici, che viene seguita poi a cascata da tutti i distributori. Forse per questo le schede delle ligroine, con i diversi intervalli di ebollizione, non sono state messe ben a punto.
Infatti fino a qualche mese fa selezionando la parola “ligroina” appariva sul sito Carlo Erba http://www.carloerbareagenti.com una sola scheda:
  •  CH0145_I Vers. N° 12 Revisione 08.07.2009, relativa alla Ligroina 80-100°C;
Questo era chiaramente una imprecisione, perché tale scheda era associata a 3 ligroine con intervalli di ebollizione differenti. Così come fatto notare da Cremonesi nell’articolo, c’era l’incongruenza tra la presenza della sigla Carc.Cat.2, e l’assenza della frase di rischio da riportare in etichetta R45.
Le schede Carlo Erba sono state aggiornate recentemente, e dal sito (ultimo accesso 11/12/2009), possiamo scaricare le versioni denominate:
  • CH0795_I Vers. N° 35 Revisione 04.12.2009, relativa alla Ligroina 100-140°C;
  • CH2306_I Vers. N° 15 Revisione 04.12.2009, relativa alla Ligroina 75-120°C;
  • CH2308_I Vers. N° 11 Revisione 04.12.2009, relativa alla Ligroina 100-120°C.
Tutte hanno CAS 64742-32-4


Queste schede non solo non riportano la frase R45, ma per la 100-140°C è scomparsa anche la dicitura Carc Cat II. Tutto a posto allora? No, perché compare una nuova dicitura “H350 - Può provocare il cancro e H304 - Può essere letale in caso di ingestione e di penetrazione nelle vie respiratorie.”, ovvero due frasi che ci riportano alle preoccupazioni di partenza.
Per la Ligroina 75-120 e per la 100-120 rimane al punto 3 la dicitura Carc Cat.II che, abbiamo detto, scompare al punto 3 della Ligroina 100-140°C.
Ma cosa ben più grave per queste due ligroine si riportano, sempre al punto 3, anche altri due codici,  3.6/1B, 3.10/1. Cosa significano? E’ necessario fare riferimento alla normativa denominata GHS (Globally Harmonized Systems, http://www.unece.org/trans/danger/publi/ghs/ghs_rev03/English/03e_part3.pdf).
In base a questa normativa si deduce che il prodotto è un presunto cancerogeno, quindi più pericoloso di un sospetto cancerogeno (la scala è 1A, cancerogeno, 1B, presunto, 2, sospetto)
Nota: nella versione 15, Revisione: 21.10.2009, non compariva H350, che è stato aggiunto solo dopo

sarebbe “Informazioni sulla regolamentazione”. Ma ecco la sorpresa! Al punto 16, fino ad oggi zona destinata a indicazioni bibliografiche e altre amenità, Carlo Erba inserisce una serie di frasi di rischio come un R48/20 Nocivo: pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata per inalazione.
Ed un ben più preoccupante R62 Possibile rischio di ridotta fertilità.
Quasi a dire: la regolamentazione ti dice questo, ma io aggiungo anche quest’altro, ben peggiore, ed essendo ancora  più prudente ti dico anche ” La società CARLO ERBA Reagenti S.p.A., non potrà essere ritenuta responsabile per qualsiasi danno derivante dall'impiego o dal contatto con il prodotto di cui sopra” Nel caso ti possa saltare in mente di farmi causa......

Passiamo ora dalla ligroina Carlo Erba, che rientra tra i reagenti da laboratorio (puro per analisi), dall’elevato costo, al prodotto puro, che trattiamo con il nome Ligroina 100-140°C, e che proponiamo ad un costo molto contenuto (8 €/lt, circa la metà di quello Carlo Erba).
Anche questo non riporta la frase R45, ma è indicato come Carc.Cat. II, nonostante che il contenuto di benzene sia anche in questo caso inferiore allo 0,1%.

Arrivati al termine è importante evidenziare come sia per la normativa già in vigore (REACH), sia per quella che forse lo sarà (GHS), la classe degli idrocarburi leggeri, a cui appartengono anche le ligroine, è considerata Carc.Cat.II, con alcune precisazioni non sempre applicate.
Ancora una volta il caos normativo lascia ampi margini alle aziende che approfittano di questa “zona grigia” per fornire prodotti non accompagnati da una chiara etichettatura o da corrette schede di sicurezza (quando vengono fornite!), a volte addirittura sopprimendo con disinvoltura le indicazioni più “fastidiose”, come i famosi R45 o Carc.Cat.II.
CTS segue una linea di trasmissione integrale delle schede ricevute dai produttori, anche quando queste riportano diciture “scomode”, e possono quindi suscitare legittimi timori relativi alla nostra salute.
Quello che possiamo affermare è che la cosa per noi più rilevante, ai fini della determinazione dell’effettivo rischio di cancerogenità della ligroina, è la ridotta percentuale di benzene e aromatici, che deve essere inferiore allo 0,1%, e che confermiamo per le ligroine da noi commercializzate.

Per saperne di più:
Cremonesi Paolo, “Parola d’ordine: ligroina! .... Vale ancora?” Progetto Restauro n°51 (2009) Cremonesi Paolo, “Parola d’ordine: ligroina!” Progetto Restauro n°24 (2002)
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